Manifestazioni pro Palestina vietate nel Giorno della Memoria
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Redazione Interno
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Le tensioni sono in aumento nelle città italiane in seguito alla decisione di vietare le manifestazioni pro Palestina nel Giorno della Memoria. Questa decisione, presa dalle questure di diverse città, ha suscitato preoccupazione tra gli organizzatori e i partecipanti.
Revoca dell'autorizzazione
Un'autorizzazione precedentemente concessa per le manifestazioni è stata revocata, alimentando ulteriormente le tensioni. Le forze dell'ordine, che monitorano attentamente la situazione, prevedono un periodo di 24 ore molto delicato. Nonostante la revoca dell'autorizzazione, alcuni gruppi, come i Giovani Palestinesi e Potere al Popolo, hanno annunciato la loro intenzione di mantenere gli appuntamenti previsti.
Reazioni alla decisione
Maya Issa, studentessa di Scienze Politiche presso l'Università Roma Tre e presidente del Movimento degli Studenti Palestinesi Romani, ha definito la decisione "gravissima". Secondo Issa, la comunità ebraica ha influenzato le decisioni dello Stato, riuscendo a revocare un'autorizzazione precedentemente concessa. Ha inoltre sottolineato che il divieto potrebbe causare disordini, nonostante il Movimento degli Studenti Palestinesi abbia sempre garantito l'ordine pubblico.
Rinvio delle manifestazioni
Nonostante la decisione non sia condivisa, la Comunità Palestinese e il Movimento degli Studenti Palestinesi hanno accettato di posticipare le loro iniziative. Le questure hanno invitato gli organizzatori a scegliere una nuova data per le loro manifestazioni. Tuttavia, la decisione di vietare le manifestazioni nel Giorno della Memoria, una giornata dedicata alla commemorazione dell'Olocausto, ha suscitato polemiche in diverse città italiane, tra cui Roma, Milano, Napoli e Cagliari.




