Motor valley, un ecosistema da 347 miliardi: la prima fotografia economica della terra dei motori
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Redazione Economia
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Prima c’erano solo l’aneddotica e il mito, poi la consapevolezza industriale; oggi, finalmente, esiste un numero che certifica il peso reale di quella striscia di Emilia-Romagna che il mondo intero chiama Motor Valley. La prima analisi sistematica, commissionata dalla Motor Valley Association e realizzata da Nomisma con il supporto della Regione, è stata presentata a Bologna e restituisce un dato destinato a fare chiarezza: l’impatto complessivo della filiera supera i 347 miliardi di euro. Un risultato che, lungi dall’essere una semplice sommatoria di fatturati, mette insieme industria, servizi, export e turismo, offrendo così la fotografia più completa mai realizzata su uno dei poli automotive più rilevanti al mondo.
Una rete neurale di imprese e occupati
Lo studio, che arriva a oltre un mese dall’ottava edizione dell’evento pubblico modenese, ha mappato un ecosistema composto da 39.647 imprese, un numero che da solo farebbe invidia a molti distretti manifatturieri europei. A queste si aggiungono più di un milione di occupati, un esercito di tecnici, progettisti e operai specializzati che alimenta quotidianamente il motore – sia pure in senso lato – di un’area dove l’automotive non è solo produzione, ma cultura diffusa. L’unicità della “Terra dei Motori”, evidenziata dalla ricerca, emerge dalla compresenza di marchi come Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara e Pagani: ognuno di loro, a suo modo, rappresenta un vertice assoluto di prestazioni e artigianato industriale.
Il ruolo delle istituzioni e il contratto di sviluppo
Proprio la compresenza di queste realtà, va detto, ha attirato l’attenzione del governo. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, il ministro Urso ha ricordato come l’esecutivo abbia investito su questo comparto anche attraverso i contratti di sviluppo, strumenti che consentono di sostenere progetti strategici di grandi dimensioni. Una dichiarazione, la sua, che arriva a valle di una lunga fase in cui la Motor Valley veniva spesso raccontata come un’eccellenza più narrata che misurata. Ora, grazie ai dati Nomisma, la narrazione cede il passo ai numeri: 347 miliardi rappresentano l’impatto complessivo generato dalla filiera, una cifra che include l’indotto e che nessuno studio precedente aveva saputo calcolare con altrettanta precisione.
Perché l’associazione è un “must” secondo Pontremoli
A spiegare il senso di questo lavoro è Andrea Pontremoli, amministratore delegato di Dallara e presidente di Motor Valley Association. Intervistato da Alessio Aquilani, Pontremoli ha sottolineato come l’associazione – che unisce i principali brand di auto e moto dell’Emilia-Romagna – rappresenti un “must” per il Paese, non solo in termini di immagine ma anche di attrazione di talenti e investimenti. Le attività principali, ha aggiunto, vanno dalla promozione internazionale alla creazione di sinergie tra aziende che, pur essendo concorrenti sui mercati, condividono una radice territoriale unica. E proprio questa radice, fatta di saperi tramandati e di una capacità di innovare senza mai dimenticare la tradizione, spiega perché lo studio Nomisma abbia potuto contare su una base dati così ampia: 347 miliardi non sono un caso, bensì il risultato di decenni di politiche industriali, spesso discontinue, ma sempre ancorate a un tessuto imprenditoriale fuori dal comune.




