Supergirl vola (ma non troppo) al botteghino, mentre i Minions preparano l'assalto e Palermo si racconta in un documentario
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il secondo capitolo del nuovo corso targato DC Studios, sotto la supervisione di James Gunn e Peter Safran, ha finalmente fatto il suo ingresso nelle sale, ma i dati di apertura raccontano una storia più complessa di un semplice decollo.
Supergirl, con Milly Alcock nei panni della cugina di Superman, ha incassato 13 milioni di dollari nel suo primo giorno di programmazione globale, un dato che la posiziona in una zona grigia tra i flop e i successi del genere: supera le anteprime di The Marvels (6,6 milioni) e Black Adam (7,6 milioni), ma resta al di sotto di quelle di The Flash (9,7 milioni) e, soprattutto, del recente Superman dello scorso luglio che aveva incassato 22,5 milioni nelle sole anteprime domestiche.
Un risultato, quello dei 7,8 milioni di anteprime tra mercoledì e giovedì negli Stati Uniti, che per certi versi solleva più di un interrogativo sul reale appeal di questa eroina kryptoniana presso il grande pubblico, nonostante la massiccia campagna promozionale che l'ha accompagnata.
I numeri dell'esordio e le prospettive di un franchise in costruzione
L'analisi dei dati di apertura offre uno spaccato piuttosto nitido delle aspettative e delle performance del film diretto da Craig Gillespie. Se il dato globale di 13 milioni di dollari appare rispettabile, superando addirittura l'esordio del fanta-thriller di Steven Spielberg, Disclosure Day (12 milioni), sono le proiezioni interne a destare qualche perplessità.
Il film, costato tra i 170 e i 186 milioni di dollari, dovrebbe aprire il weekend con un incasso domestico stimato tra i 38,5 e i 43 milioni, ben al di sotto delle previsioni iniziali che lo davano in rialzo oltre i 50 milioni. La concorrenza si fa sentire, e non poco: al secondo fine settimana, Toy Story 5 è atteso a dominare con circa 90 milioni di dollari, mentre l'arrivo dei nuovi Minions (Minions & Monsters) il primo luglio potrebbe ulteriormente erodere il mercato del cinecomic.
Per Supergirl, l'asticella per un successo dignitoso si alza considerevolmente, con l'obiettivo dichiarato di superare gli 80 milioni di dollari a livello globale nel fine settimana di apertura, in un mercato estero che include mercati chiave come Cina e Giappone.
La critica e il difficile compito di raccontare Kara Zor-El
Al di là dei numeri, a dividere pubblico e critica è la caratterizzazione stessa della protagonista, una versione di Kara Zor-El ispirata alla celebre graphic novel Supergirl: Woman of Tomorrow di Tom King, che la dipinge come una giovane donna segnata dal trauma della perdita di Krypton, dal carattere "spigoloso e profondo".
Milly Alcock, reduce dal successo di House of the Dragon, è stata universalmente lodata per la sua interpretazione, capace di infondere carisma e profondità a una Supergirl "incasinata, profondamente imperfetta", in netto contrasto con l'ottimismo del cugino Clark Kent.
Tuttavia, la critica ha puntato il dito contro una sceneggiatura giudicata derivativa e una regia "di maniera" da parte di Gillespie, incapace di restituire la complessità emotiva della protagonista e finendo per appiattire il tutto in uno stile ormai troppo simile a quello dei Guardiani della Galassia. La presenza di Jason Momoa nei panni di Lobo, per quanto pubblicizzata, viene descritta come puro fan service, mentre il cattivo Krem (Matthias Schoenaerts) è ritenuto uno degli antagonisti più deboli del filone.
L'offerta alternativa: Minions e il documentario sulla gentrificazione
Mentre Supergirl cerca di difendere la sua fetta di botteghino, l'offerta cinematografica si arricchisce di titoli che puntano a target diversi. Da una parte, l'irresistibile esercito di gialli palline della Illumination si prepara all'assalto con Minions & Monsters, atteso per il primo luglio, un film che promette di raccontare l'assurda conquista di Hollywood da parte dei Minions negli anni Venti, tra mostri evocati per errore e caos assicurato. Un prodotto che, stando alle previsioni, potrebbe rappresentare un'ulteriore, dura concorrenza per il film DC.
Dall'altra parte, uno sguardo più attento e intimo alla realtà italiana con il documentario indipendente The Building Site, presentato in anteprima al Biografilm e vincitore del Premio Speciale della Giuria Giovane al Visions du Réel di Nyon.
Il film, diretto da Tiziano Locci e Tito Puglielli, si concentra sul fenomeno della gentrificazione a Palermo, raccontando la storia di Palazzo Roccella e dei suoi inquilini, sospesi tra la decadenza di un passato glorioso e la minaccia di una trasformazione turistica che rischia di cancellare le loro vite, un'opera che offre uno spaccato sociale potente e urgente.
Un mercato in trasformazione tra blockbuster e storie di resistenza
Il weekend al cinema che si apre con l'arrivo di Supergirl evidenzia, insomma, due tendenze contrastanti del mercato odierno. Da un lato, la macchina dei grandi franchise, con i suoi costi faraonici e le sue ambizioni transmediali, si scontra con un pubblico sempre più esigente e frammentato, che sembra non rispondere più con entusiasmo a qualsiasi proposta targata supereroi. Il caso Supergirl, con le sue critiche a una "monocoltura estetica" e a una narrazione che fatica a trovare una propria voce, ne è un esempio lampante.
Dall'altro, un cinema di ricerca, rappresentato da opere come The Building Site, che sceglie la via del documentario sociale e della distribuzione indipendente per raccontare storie di resistenza e cambiamento, in questo caso la lotta per la casa e l'identità di una città come Palermo, oppressa da un turismo che la trasforma in un parco a tema per visitatori occasionali. Un'alternativa che, per quanto di nicchia, dimostra la vitalità di un cinema che sa interrogare la realtà con sguardo critico e partecipato.




