Supergirl, il primo trailer tra conversazioni con Superman e le critiche dei grandi registi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sono bastati pochi fotogrammi del teaser diffuso a fine marzo per accendere i riflettori, e ora il trailer completo di Supergirl ha finalmente rivelato le carte principali del nuovo corso DC targato James Gunn e Peter Safran. Il video, che anticipa l’arrivo nelle sale italiane del film diretto da Craig Gillespie, si apre con una scelta registica intima: un dialogo tra Kara Zor-El, interpretata da Milly Alcock, e il cugino Superman (David Corenswet). È un confronto che va oltre il semplice cammeo; si tratta di un tentativo, da parte dell’Uomo d’Acciaio, di scalfire l’isolamento emotivo in cui la cugina sembra essersi rinchiusa. Questa dinamica, così come la presenza dell’antieroe Lobo (Jason Momoa) emersa dalle prime immagini, sottolinea la volontà di Gillespie – già regista di Tonya e Crudelia – di esplorare il versante più duro e spigoloso dell’eroina kryptoniana, lontano dalla classica icona patinata.

La pressione dei fandom e il rifiuto del genere secondo Scorsese

Per Milly Alcock, venticinquenne attrice australiana scoppiata grazie al ruolo di una giovane Rhaenyra Targaryen in *House of the Dragon*, l’approdo nell’universo dei supereroi rappresenta un ritorno al “franchise” dopo una fase di riflessione professionale. In una recente intervista, l’attrice ha raccontato di aver vissuto un anno di stallo dopo le serie di successo, ammettendo di essersi quasi “costretta” a partecipare al provino per Supergirl, spaventata all’idea che la sua carriera potesse fermarsi a soli ventidue anni. Quella paura, però, si è trasformata nella consapevolezza di dover gestire nuovamente un pubblico vasto e talvolta aggressivo, una palestra già sperimentata sul set del *Trono di Spade*. Alcock ha infatti osservato come l’essere donna in questo settore comporti una forma di “proprietà” sul proprio, un commento che l’ha portata ad affrontare con lucidità anche le critiche al genere sollevate da giganti della settima arte come Martin Scorsese e Ridley Scott. Secondo la sua visione, espressa con pragmatismo, chi ha costruito una carriera decennale alle spalle ha tutto il diritto di selezionare ciò che considera arte, perché la bellezza del cinema risiede proprio nella sua selettività e nella varietà delle prospettive.

Un’estate all’insegna della vendetta e dell’incertezza produttiva

Mentre il nuovo trailer offre scorci di un viaggio interstellare segnato dalla vendetta – con la giovane Ruthye al fianco di Kara in una corsa contro il tempo –, alle spalle del progetto si muovono dinamiche produttive complesse. Il film, che segna il secondo capitolo del DCU dopo *Superman* del 2025, arriverà sugli schermi italiani a partire dal 25 giugno, distribuito da Warner Bros. Tuttavia, il percorso che ha portato alla realizzazione di questa versione di Kara Zor-El non è stato lineare. Le voci di corridoio raccontano di cambi di rotta, numerose proiezioni di prova e un certo “nervosismo” produttivo tipico delle grandi operazioni cinematografiche in fase di assestamento. La sceneggiatura firmata da Ana Nogueira e ispirata alla graphic novel *Supergirl: La Donna del Domani* di Tom King, promette di distanziarsi dai canoni tradizionali, presentando una protagonista segnata dalla distruzione del suo mondo natale, Krypton, e cresciuta non nell’amore di Smallville ma nell’asprezza dell’universo. Una differenza sostanziale che Craig Gillespie sembra voler sottolineare con una messa in scena più sporca e “galattica” rispetto al tradizionale debutto da supereroe.

Dalla serie tv ai blockbuster, il salto generazionale di Milly Alcock

Dopo aver lasciato un segno indelebile nella prima stagione di *House of the Dragon* e aver fatto un’apparizione nella serie Netflix *Sirens* al fianco di Julianne Moore, Milly Alcock si prepara dunque al suo esordio da protagonista assoluta in un blockbuster estivo. L’attrice, che ha dovuto fronteggiare l’ansia di restare ferma per un anno intero dopo i primi successi, sembra aver metabolizzato le pressioni trasformandole in energia per interpretare una Supergirl “punk” e recalcitrante. Il confronto con il cugino Clark, presente nel trailer, non è solo un omaggio alla continuity del DCU, ma funge da metafora del percorso della stessa Alcock: lasciarsi guidare senza perdere la propria identità, spesso ruvida, in un meccanismo industriale che raramente perdona le debolezze. La strada fino al 25 giugno è ancora lunga, ma tra dichiarazioni senza filtri sui fandom tossici e un primo sguardo che promette azione e introspezione, la nuova Supergirl sembra intenzionata a conquistarsi il suo spazio a suon di colpi, e di sincerità.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.