Ecofin a Budapest, boicottaggio e divisioni nell'Ue
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Redazione Esteri
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L'Ecofin di Budapest, tenutosi il 13 e 14 settembre, ha segnato un momento di forte tensione all'interno dell'Unione Europea. Solo nove dei ventisette ministri dell'Economia hanno partecipato all'evento, mentre gli altri hanno scelto di boicottare l'incontro in segno di protesta contro le iniziative unilaterali del premier ungherese Viktor Orban. Tra i presenti, il ministro italiano Giancarlo Giorgetti, mentre l'altro italiano, Paolo Gentiloni, commissario europeo all'Economia, era assente.
Il boicottaggio è stato una risposta alla decisione di Orban di incontrare Vladimir Putin a Mosca il 5 luglio, pochi giorni dopo aver assunto la presidenza di turno del Consiglio dell'Ue. Questo incontro, avvenuto senza preavviso, ha suscitato forti critiche da parte di molti Stati membri, che hanno visto in esso un atto di sfida alle politiche comuni dell'Unione.
La riunione dell'Ecofin, che avrebbe dovuto essere un momento di confronto e discussione su temi economici cruciali, si è trasformata in un evento simbolico della disunione europea. La decisione di boicottare l'incontro è stata presa da diciassette Paesi, tra cui Germania, Francia e Spagna, che hanno scelto di non inviare i propri ministri, delegando invece funzionari di secondo livello.
Questo episodio mette in luce le profonde divisioni all'interno dell'Ue e la difficoltà di mantenere una linea comune di fronte a situazioni politiche complesse.




