L’Europa accelera sull’addio ai caselli: vignetta digitale unica in arrivo entro il 2031
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La sosta forzata davanti alla sbarra, il biglietto ritirato alla macchinetta, la fila in coda sotto al sole d’agosto: tutto questo, se il pacchetto "Smart Mobility 2031" promosso dalla Commissione Europea andrà in porto come previsto, potrebbe diventare un ricordo del passato entro il primo giorno del 2031. La proposta, sostenuta dall’esecutivo comunitario guidato da Ursula von der Leyen, mira a sostituire l’attuale sistema di pedaggi fisici – basato sulla distanza percorsa – con un modello unico ispirato a quello già in vigore da tempo in Paesi come la Svizzera, dove il contrassegno forfettario ha di fatto eliminato le barriere. Si tratterà di una e-vignetta esclusivamente digitale, agganciata direttamente alla targa del veicolo; una volta acquistata online, garantirà l’accesso illimitato all’intera rete autostradale dell’Unione, senza ulteriori oneri aggiuntivi.
Le quattro durate e l’impatto sulla rete italiana
Per venire incontro alle diverse esigenze di mobilità, la Direzione generale della Mobilità e dei trasporti (DG MOVE) ha delineato quattro tagli temporali: uno giornaliero, uno di dieci giorni, uno mensile e, infine, quello annuale. Mentre per quest’ultimo si ipotizza un tetto massimo indicativo di 150 euro, per l’Italia le stime parlano di una cifra leggermente inferiore, attestandosi intorno ai 130 euro all’anno. Un cambiamento di questa portata, lo si capisce facilmente, richiederà una profonda ristrutturazione dell’assetto attuale: servirà rinegoziare le concessioni autostradali – molte delle quali basate sul modello "chi percorre paga" – e procedere allo smantellamento fisico delle barriere e dei casellanti. Non sarà un’impresa da poco, considerando che il nostro Paese è storicamente ancorato al pagamento chilometrico, con pochissime eccezioni come la Pedemontana Lombarda, dove già oggi si viaggia senza casse.
La tabella di marcia e l’addio alle barriere
L’iter legislativo, sebbene complesso, è già stato tracciato. La finestra temporale che va dal 2027 al 2028 dovrebbe vedere l’approvazione definitiva del pacchetto di misure; subito dopo, si aprirebbe un quinquennio di transizione (2028-2031) dedicato proprio all’adeguamento tecnologico e alla demolizione delle infrastrutture esistenti, un cantiere che coinvolgerà pesantemente nazioni come Francia, Spagna, Grecia e, appunto, l’Italia. L’obiettivo dichiarato, oltre alla modernizzazione della mobilità, è quello di ridurre l’impatto ambientale: le code chilometriche ai valichi, con le loro continue soste e ripartenze, rappresentano una fonte significativa di emissioni di CO2 che il vecchio continente intende eliminare.
La salsiccia nazionale svizzera e un’altra Europa
Se per l’Italia si prospetta una vera e propria rivoluzione delle abitudini di viaggio, bastava varcare il confine elvetico per capire come funziona già oggi questo sistema. Lo sanno bene i motociclisti e gli automobilisti di lungo corso: il contrassegno adesivo da applicare sul parabrezza, valido per un anno solare, è lì a dimostrare la fattibilità di un modello che prescinde dalle barriere fisiche. Del resto, la Svizzera – pur non essendo membro dell’Unione – ha sempre rappresentato un laboratorio di efficienza in questo campo. Ma non solo di pedaggi si vive nel ricco panorama delle tradizioni stradali europee: pensate per un attimo al rituale della grigliata del primo agosto, quando l’aria si riempie del profumo inconfondibile del cervelat. Questa salsiccia, considerata la "regina" della gastronomia popolare elvetica, è tanto radicata nella cultura quanto lo sono le autostrade senza caselli nella quotidianità di chi viaggia verso il Gottardo. La si incide a croce prima di inforcarla su un bastone di legno, e la si lascia sfrigolare fino a che la pelle non diventa croccante; un piccolo gesto, apparentemente lontano mille miglia dalle stanze della burocrazia di Bruxelles, eppure entrambi – il pedaggio unico e la salsiccia nazionale – raccontano la stessa identica voglia di semplificare e unificare l’esperienza del vecchio continente, senza più soste forzate né confini amministrativi che interrompano il viaggio.




