Il nuovo Conto Termico 3.0, tra lo sconto in fattura per le caldaie e il convegno di Potenza per districarsi tra le novità

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Entrato nel vivo la scorsa settimana con l’apertura dello sportello per le domande, il nuovo Conto Termico 3.0, il meccanismo di incentivazione statale gestito dal GSE che sostiene con contributi a fondo perduto gli interventi di efficientamento energetico, comincia a mostrare il suo potenziale, specialmente per chi deve sostituire un vecchio impianto di riscaldamento. Se da un lato la misura, in vigore dallo scorso 25 dicembre dopo la pubblicazione del decreto del MASE del 7 agosto 2025, offre opportunità anche per la sostituzione degli infissi negli edifici del terziario e per le pubbliche amministrazioni, dall’altro l’elemento che sta catturando l’attenzione di famiglie e imprese è la reintroduzione di un meccanismo simile allo sconto in fattura, una possibilità che si credeva ormai archiviata. Grazie al mandato irrevocabile all’incasso, infatti, chi decide di installare una pompa di calore, una caldaia ibrida o un generatore a biomassa può corrispondere al fornitore unicamente la parte di spesa non coperta dall’incentivo, con il GSE che provvederà a versare direttamente all’azienda la quota residua. Questa opzione, confermata per interventi di importo non superiore a quindicimila euro che vengono così liquidati in un'unica soluzione, rappresenta una boccata d'ossigeno non indifferente per chi deve affrontare lavori di riqualificazione, snellendo la parte finanziaria dell'operazione.

Nel frattempo, a Potenza, la macchina dell'informazione si è messa in moto per fare chiarezza su un impianto normativo che, va detto, non è proprio semplicissimo. Presso la Sala Conferenze del Polo Bibliotecario, il Cluster Energia Basilicata ha organizzato un convegno ad hoc, patrocinato e realizzato in collaborazione con ANCI Basilicata, ANCE Basilicata e con gli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri della Provincia di Potenza. Un’iniziativa, quella che si è svolta nella città lucana, che mira a fornire una bussola a professionisti tecnici, amministratori locali e imprese, tutte le figure, insomma, che si troveranno a dover maneggiare le nuove regole per conto di terzi o per iniziative pubbliche. Tra i relatori e i partecipanti al dibattito, sono intervenuti anche l’assessore all’ambiente e l’energia del Comune di Potenza, Michele Beneventi, e l’assessore all’ambiente e alla transizione energetica della Regione Basilicata, Laura Mongiello, a testimoniare l’interesse delle istituzioni locali verso uno strumento che può avere ricadute concrete sul territorio.

Infissi e serramenti, un incentivo mirato ma non per tutti

Uno dei punti su cui gli esperti presenti al convegno hanno cercato di fare maggiore chiarezza riguarda l’ambito di applicazione del Conto Termico 3.0 per quel che concerne la sostituzione di finestre e portefinestre. L’intervento, classificato come II.B all’articolo 5 del decreto, rientra tra le misure di efficientamento energetico incentivate, ma con una platea di beneficiari ben definita che non include, come si potrebbe pensare, il semplice privato cittadino per la sua abitazione principale. Il contributo per la sostituzione degli infissi, che deve avvenire nel rispetto di rigorosi limiti di trasmittanza termica e con una posa in opera a regola d’arte documentata, è riservato alle Pubbliche Amministrazioni, agli Enti del Terzo Settore e ai soggetti privati che operano su edifici del settore terziario, come uffici, negozi o attività commerciali. Per il residenziale puro, chi deve cambiare le finestre dovrà orientarsi su altri canali, come l’Ecobonus classico, che per il 2026 conferma una detrazione al 50 per cento per la prima casa, seppur spalmata in dieci anni.

Le nuove frontiere dell’efficienza e la macchina amministrativa

Oltre alla parte strettamente edilizia, il Conto Termico 3.0, come emerso dagli interventi dei relatori, apre a scenari interessanti anche sul fronte delle tecnologie e delle procedure. L’incentivo, infatti, copre ora in modo esplicito spese che vanno oltre la mera fornitura del bene, includendo ad esempio la building automation, la diagnosi energetica e, per le PA che operano in piccoli comuni fino a quindicimila abitanti, arriva a coprire fino al cento per cento dei costi per interventi su edifici pubblici come scuole e strutture sanitarie. La macchina per la presentazione delle domande, accessibile tramite il portale informatico del GSE, è stata progettata per gestire due binari paralleli: l’accesso diretto, che consente di richiedere il contributo a lavori ultimati, e la prenotazione, una modalità che permette a PA ed ETS di bloccare le risorse ancora prima di iniziare i lavori. Una complessità procedurale, quella che caratterizza il nuovo corso dell’incentivo, che rende fondamentali appuntamenti come quello potentino, dove tecnici e funzionari possono confrontarsi direttamente con le novità e gettare le basi per una riqualificazione energetica del patrimonio edilizio che si annuncia lunga e articolata.

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