Israele ammette: le ambulanze attaccate a Rafah erano chiaramente identificabili
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Redazione Esteri
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Le Forze di difesa israeliane hanno ritrattato la versione iniziale fornita sull’attacco a un convoglio di ambulanze a Rafah, avvenuto due settimane fa, in cui persero la vita 15 soccorritori palestinesi. La svolta arriva dopo la diffusione di un video, ripreso dal cellulare di una delle vittime e successivamente analizzato dal New York Times, che dimostra come i veicoli della Mezzaluna Rossa fossero perfettamente riconoscibili, con luci e lampeggianti accesi, smentendo così le dichiarazioni precedenti delle IDF.
In un primo momento, l’esercito israeliano aveva giustificato l’operazione sostenendo che i veicoli colpiti si muovessero "in modo sospetto" e "senza segnalazioni luminose", ipotizzando il trasporto di miliziani. Le immagini, invece, inchiodano quelle ricostruzioni: si vedono chiaramente le ambulanze avanzare lungo la strada, con le insegne ben visibili, mentre i soccorritori – medici e vigili del fuoco – venivano raggiunti dai colpi. I corpi, recuperati solo dopo giorni, furono sepolti in una fossa comune.
L’episodio, che ha riacceso le polemiche sull’operato di Israele a Gaza, si inserisce in un contesto già segnato da altri raid, come quello su una moschea a Khan Yunis e l’attacco a un condominio a Gaza City, dove hanno perso la vita nove civili. Sebbene le IDF abbiano rivisto la propria posizione, evitando di ribadire la tesi della "minaccia immediata", non è ancora chiaro se verranno avviate indagini interne sull’accaduto.




