Giani riconfermato in Toscana, ma il consiglio regionale cambia volto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Eugenio Giani si appresta a guidare la Toscana per un secondo mandato consecutivo, un traguardo che lo colloca come l’ottavo presidente dalla nascita dell’ente regionale nel 1970. La sua riconferma, tuttavia, giunge in un contesto politico profondamente mutato e segnato da un’affluenza alle urne che, toccando un minimo storico del 47,73 per cento, riflette una plateale disaffezione dell’elettorato. Quasi quindici punti percentuali in meno rispetto alla tornata del 2020 disegnano un quadro di partecipazione civica estremamente ridotta, il che conferisce al risultato un sapore necessariamente agrodolce nonostante la vittoria.

Il nuovo equilibrio di potere in consiglio

Il vero terremoto, che ridefinisce gli assetti della prossima legislatura, si è consumato all’interno del cosiddetto “campo largo” del centrosinistra. Il Partito Democratico, pur restando la forza di maggior peso relativo, ha subito una contrazione significativa, vedendo ridursi di un terzo i propri seggi in consiglio regionale e attestandosi su quindici rappresentanti. Questo arretramento consegna un’inedita centralità ad Alleanza Verdi e Sinistra e al Movimento Cinque Stelle, i quali, pur non avendo sostenuto Giani nella fase della campagna elettorale, diventano di fatto l’ago della bilancia per la tenuta della maggioranza. La lista a sostegno del presidente, “Giani Presidente-Casa Riformista”, ha ottenuto un buon riscontro, contribuendo a compensare le perdite del partito di riferimento.

I dati che ridisegnano il centrodestra

Dall’altro lato dello schieramento politico, il centrodestra registra dinamiche altrettanto significative. Fratelli d’Italia, in particolare, consolida la sua posizione raddoppiando ampiamente i consensi rispetto a cinque anni fa e raggiungendo il 26,78 per cento delle preferenze. Un altro elemento di rilievo, come sottolineato dalle analisi, è il radicale mutamento dei rapporti di forza tra Forza Italia e Lega. Se nel 2020 quest’ultima superava di cinque volte i voti degli azzurri, un percorso di lento ma costante declino ha portato, in questa consultazione, a un sorpasso “molto netto” da parte dei forzisti, configurando un dato “più che negativo” per il partito di Salvini sia in valore assoluto che nella tendenza emersa.

La composizione del nuovo emiciclo

Oltre alle logiche di partito, a caratterizzare il prossimo consiglio regionale sarà anche la sua composizione anagrafica e di genere. Le donne elette sono infatti pochissime, soltanto nove, una delle quali grazie al meccanismo del listino bloccato del Pd. Si tratta di un numero che segna un netto regresso rispetto alla precedente legislatura, quando erano sedici le consigliere entrate in aula, un gruppo che si era poi assottigliato nel corso del mandato per una serie di vicende successive. A spoglio ormai concluso, e in attesa di eventuali ricorsi come quello preannunciato da una candidata, l’assemblea legislativa toscana appare dunque definita, con il collegio di Pisa che si conferma particolarmente rappresentato. Il presidente Giani, da parte sua, ha già indicato le sue priorità per il prossimo quinquennio, individuandole nei settori della sanità, della cultura, del welfare e dell’ambiente.

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