Operazione Jerakarni, Curcio: “Cosche violente, narcotraffico fondamentale per welfare clandestino”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Catanzaro – Non si ferma all’efferatezza gratuita, quella che trasforma lo sparo contro animali randagi in un segnale di assoluto dominio territoriale, il mosaico restituito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro al termine dell’inchiesta Jerakarni. L’operazione, scattata alle prime luci dell’alba dell’8 aprile, ha portato all’esecuzione di 54 misure cautelari – un’ordinanza firmata dal gip Arianna Roccia – che hanno smantellato pezzi consistenti delle ‘ndrine Emanuele e Idà, storicamente radicate nel “locale” di Ariola di Gerocarne, nel cuore delle Preserre vibonesi. A descrivere il fenomeno, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la procura, è stato il procuratore capo, il quale ha sottolineato come il narcotraffico rappresenti il volano fondamentale per quello che gli investigatori definiscono il “welfare clandestino”: il sostentamento, cioè, degli affiliati detenuti e delle loro famiglie.

Pestaggi, armi e controllo: la ferocia come metodo

La violenza, in questo contesto criminale, non è mai un atto gratuito ma piuttosto un linguaggio, una grammatica quotidiana necessaria a imporre il silenzio e l’obbedienza. Gli inquirenti hanno ricostruito un sistema basato su pestaggi, spedizioni punitive ed estorsioni sistematiche ai danni di commercianti e privati cittadini, creando quella cappa di omertà che isola i territori di Soriano Calabro, Gerocarne e Vazzano dal resto dello Stato. Un episodio, riportato nell’ordinanza e divenuto simbolico dell’indagine, riguarda un indagato che, in pieno giorno e all’interno del centro abitato, ha esploso diversi colpi di pistola contro alcuni cani randagi; un gesto che il gip ha interpretato non come mera crudeltà, bensì come manifestazione tangibile di un habitus criminale votato alla sopraffazione e all’impunità.

Le ramificazioni al Nord e il legame con il calcio

Il braccio operativo della Dda, condotto sul campo dalla prima Divisione dello Sco, dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia e dalla Sisco di Catanzaro, ha inoltre certificato la natura interregionale del sodalizio. Le ramificazioni, infatti, non si fermano alla Calabria: gli affari illeciti si estendono fino a Milano, Rovigo, Benevento e al Nord Italia (in particolare Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia), dove venivano gestiti i consistenti flussi di droga. Tra i 54 destinatari delle misure cautelari – per i quali le accuse vanno dall’associazione di stampo mafioso al tentato omicidio, fino al traffico di stupefacenti – spicca il nome di un ex capo ultrà dell’Inter, già emerso nella precedente inchiesta milanese “Doppia Curva”. La sua posizione, secondo gli atti, sarebbe legata proprio alla gestione degli affari di narcotraffico che dalle Serre vibonesi alimentavano le piazze di spaccio del Settentrione.

L’arsenale e la droga: i numeri dello smantellamento

Sul piano operativo, l’imponente dispositivo di sicurezza – che ha visto impiegati circa 350 agenti, unità cinofile e reparti volo – ha permesso di sottrarre al clan un arsenale preoccupante. Gli investigatori hanno sequestrato quattro pistole semiautomatiche, tre revolver, un fucile doppietta, un fucile semiautomatico e persino una pistola mitragliatrice con matricola punzonata, utilizzata, secondo quanto emerso, anche per l’addestramento al tiro dei nuovi accoliti. Parallelamente, il fronte del narcotraffico è stato colpito duramente: sono stati sequestrati oltre 410 chilogrammi di marijuana, 1,5 chili di cocaina, 343 grammi di hashish e 29 grammi di eroina, mentre le indagini hanno documentato compravendite per almeno 566 chili di marijuana. La consorteria, che operava utilizzando smartphone cifrati sulla piattaforma SkyEcc per pianificare le attività illecite, dimostrava una capacità logistica e militare tale da saturare il mercato locale e proiettarsi su quello nazionale, confermando l’assoluta centralità del narcotraffico nell’economia della ‘ndrangheta contemporanea.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.