La latitanza di Giacomo Bozzoli termina grazie all'aria condizionata
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Redazione Interno
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Giacomo Bozzoli, 39 anni condannato all'ergastolo per omicidio, è stato arrestato dopo 11 giorni di latitanza. La sua posizione è stata rivelata grazie all'aria condizionata accesa nella sua villa sul lago di Garda.
L'arresto
L'11 luglio, i carabinieri hanno arrestato Bozzoli nella sua villa a Soiano del Lago. L'uomo era nascosto nella camera da letto e aveva con sé un marsupio contenente 50 mila euro in contanti. L'arresto è avvenuto dopo che i carabinieri si sono insospettiti per l'aria condizionata accesa nella villa, segno che qualcuno si trovava all'interno.
La scoperta
I carabinieri erano già in zona perché insospettiti da una telefonata su una delle utenze intercettate. Il motore esterno dell'aria condizionata della villa era in funzione, il che ha portato alla perquisizione delle stanze della residenza e alla scoperta di Bozzoli, nascosto nel cassettone del letto.
Il trasferimento in carcere
Dopo aver trascorso la prima notte in cella nella struttura di Canton Mombello a Brescia, Bozzoli è stato trasferito nel carcere di Bollate, nel Milanese, il 12 luglio. La sua latitanza, durata dieci giorni, ha coinvolto tutta l'Europa e anche altrove. Ora, l'uomo dovrà scontare la sua pena per omicidio.
La storia di Giacomo Bozzoli dimostra come a volte siano i dettagli più insignificanti a portare alla cattura di un latitante. In questo caso, l'aria condizionata accesa in una villa apparentemente vuota ha segnalato la presenza dell'uomo e ha portato al suo arresto.




