Giacomo Bozzoli: la latitanza termina con l'arresto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giacomo Bozzoli, condannato all'ergastolo per l'omicidio dello zio Mario, è stato arrestato dopo una latitanza di giorni. La sua cattura è avvenuta nella sua villa sul lago di Garda, dove si era rifugiato in attesa di incontrare il figlio e la compagna.

L'errore che ha portato all'arresto

Un dettaglio ha tradito Bozzoli: l'aria condizionata della sua villa era accesa, segno che all'interno c'era qualcuno. Questo errore ha permesso ai carabinieri di localizzarlo e procedere con l'arresto.

Il colloquio con gli avvocati

Dopo l'arresto, Bozzoli è stato trasferito nel carcere milanese di Bollate, dove ha avuto un colloquio di due ore e mezza con i suoi difensori, gli avvocati Luigi e Giovanni Frattini. Il colloquio si è concentrato principalmente su come Bozzoli dovrà gestire la sua vita da detenuto all'ergastolo.

Il trasferimento a Milano

Bozzoli è stato trasferito al carcere di Bollate dopo un breve soggiorno nella casa circondariale di Brescia, considerata "inadatta" per lui. Sabato mattina, per la prima volta dopo l'arresto, Bozzoli ha incontrato il suo avvocato Luigi Frattini.

Gli avvocati Frattini non hanno rilasciato dichiarazioni dopo l'incontro, mantenendo la linea di riservatezza adottata dopo la conferma dell'ergastolo e la fuga del loro assistito. Bozzoli, accusato di aver ucciso e distrutto il cadavere dello zio Mario, è stato condannato all'ergastolo in via definitiva. La sua latitanza è durata diversi giorni, durante i quali si ritiene abbia trascorso del tempo anche con moglie e figlio.

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