Fine della latitanza per Giacomo Bozzoli
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Redazione Interno
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Giacomo Bozzoli, condannato all'ergastolo per l'omicidio dello zio Mario e la distruzione del suo cadavere, è stato arrestato nella sua villa di Soiano, sul lago di Garda. L'uomo era latitante da 10 giorni dopo la condanna definitiva.
Arresto e latitanza
Bozzoli è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Brescia, che hanno dato esecuzione all'ordine di carcerazione emesso dalla procura della Repubblica di Brescia. Dopo 10 giorni di latitanza, la fuga di Bozzoli è finita il 11 luglio 2024. Era scomparso dal giorno dopo la condanna in via definitiva per l’omicidio dello zio Mario e la distruzione del suo cadavere nel forno della fonderia a Marcheno in provincia di Brescia l’8 ottobre 2015.
Il delitto e la condanna
L'uomo è accusato di aver tolto la vita allo zio al termine di una discussione e di aver gettato il suo corpo in uno dei forni della Fonderia di Marcheno. La Procura ha aperto un'indagine per capire se ci siano stati complici a sostegno della latitanza. "Non avrà vita facile" aveva detto il procuratore generale di Brescia Guido Rispoli, che lo aveva invitato a costituirsi "per il bene del figlio".
Ritorno in Italia
Dopo una fuga di 11 giorni all'estero, Bozzoli è tornato in Italia ed è stato rintracciato nella propria villa di Soiano, nella sponda bresciana del lago di Garda. La notizia dell'arresto di Bozzoli segna la fine di una latitanza che aveva tenuto in ansia l'intera comunità locale.




