Tofu prima fonte proteica: la classifica di Cambridge batte carne e pesce
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Redazione Salute
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Il tofu è la migliore fonte proteica tra venti alimenti messi a confronto da Chris Macdonald, ricercatore dell'Università di Cambridge, che ha valutato insieme impatto sulla salute e sull'ambiente. Lo studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Sustainable Food Systems, assegna al tofu 36 punti su 40 e lo colloca davanti a carne, pesce e formaggi, in una graduatoria che porta qualche sorpresa anche per chi è abituato a considerare il pollo un alimento di riferimento.
Come funziona il punteggio che mette insieme nutrizione e clima
Davanti al banco frigo i criteri di scelta sono quasi sempre il prezzo e il gusto, mentre l'etichetta nutrizionale o il bollino con l'impronta di carbonio misurano una dimensione per volta. Un alimento può risultare leggero per il clima ma ricco di sale, oppure ottimo sulla tabella dei valori nutrizionali e pesante per le risorse idriche. Il metodo di Macdonald, chiamato BPI Score, prova a superare il limite sommando due componenti: un punteggio per il pianeta, che arriva fino a 16 punti, e uno per le persone, che ne vale fino a 24.
Macdonald dirige il Better Protein Institute, da lui fondato, e definisce il lavoro una prima versione del sistema. Restano fuori dal calcolo il benessere animale, la resistenza agli antibiotici e il rischio di malattie trasmesse dagli animali all'uomo, e i dati di partenza derivano dai prodotti venduti nei supermercati britannici. Si tratta quindi di uno schema di valutazione proposto da un singolo ricercatore, non di una linea guida alimentare ufficiale né di uno studio clinico.
La classifica: tofu in testa, pollo settimo, cheddar ultimo
Il tofu ha ottenuto il punteggio massimo grazie a un profilo proteico completo, con tutti e nove gli aminoacidi essenziali, e all'assenza di colesterolo. In fondo alla graduatoria si ferma il cheddar con 13 punti, mentre il pollo si piazza al settimo posto e il tonno all'ottavo. Tutti gli alimenti della fascia alta sono di origine vegetale e tutti quelli della fascia bassa di origine animale, un risultato che smonta l'idea del tofu come semplice blocco bianco e gelatinoso accusato da certi detrattori di indebolire chi lo mangia.
La posizione del pollo e del tonno mostra che anche fonti considerate leggere restano dietro a diversi legumi e derivati della soia, quando nel conto entrano insieme composizione nutrizionale e costo ambientale. L'attenzione crescente verso l'apporto proteico, del resto, ha moltiplicato gli scaffali di prodotti high protein, ma secondo l'impostazione dello studio non servono articoli speciali: basta fare la spesa scegliendo alimenti che hanno già una quota proteica elevata.
Il divario ambientale tra tofu e carne bovina
Sul piano ambientale il confronto è il più netto dell'intera ricerca. Per fornire 100 grammi di proteine il tofu produce circa 0,61 chilogrammi di anidride carbonica equivalente, contro i 64,19 della carne bovina, un rapporto di circa cento a uno. Anche l'uso del suolo segue la stessa proporzione: servono circa 2,16 metri quadrati per il tofu e 211,38 per il manzo.
Sono cifre che spiegano il distacco finale in classifica, perché il peso delle emissioni e dell'occupazione di terreno sul punteggio per il pianeta si somma ai vantaggi nutrizionali. Lo studio è stato pubblicato il 28 luglio 2026.
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