Bill Cosby condannato a risarcire con 19,25 milioni di dollari una donna per gli abusi del 1972

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Una giuria civile californiana ha stabilito che Bill Cosby, l’88enne attore e comico un tempo acclamato come il “papà d’America”, dovrà versare 19,25 milioni di dollari a Donna Motsinger. La cifra, che ammonta a circa 16,5 milioni di euro al cambio attuale, rappresenta il risarcimento per un episodio di violenza sessuale risalente al 1972, quando l’allora cameriera, oggi 84enne, accettò un invito che si sarebbe rivelato l’inizio di un incubo durato oltre mezzo secolo.

La sentenza, arrivata al terzo giorno di deliberazioni presso il tribunale di Santa Monica, ha dato ragione alla ricostruzione della donna. Motsinger ha raccontato – e la sua versione è stata accolta dai giurati – di aver incontrato Cosby nel ristorante di Sausalito dove lavorava, nella baia di San Francisco. Lui la invitò a uno dei suoi spettacoli comici, offrendole di raggiungerlo a bordo di una limousine. Fu durante quel tragitto, o subito dopo, che l’attore le avrebbe offerto del vino insieme a quelle che lei credeva fossero semplici pastiglie di aspirina. L’ultimo ricordo nitido, prima di perdere conoscenza in modo intermittente, è rappresentato da “lampi di luce”.

Il risveglio, avvenuto più tardi nella sua abitazione, si consumò con la scoperta di essere priva di parte degli indumenti, ridotta a indossare solo la biancheria intima: una condizione che, come si legge negli atti processuali, le rese immediatamente chiara la consapevolezza di essere stata narcotizzata e violentata. Cosby, che nel corso del processo non ha mai testimoniato in sua difesa, ha sempre negato le accuse, sostenendo tramite i suoi legali che qualsiasi rapporto fosse stato consenziente; una linea difensiva, questa, che non ha impedito ai giudici popolari di riconoscere la responsabilità per violenza sessuale e lesioni personali.

Un’icona della tv statunitense travolta dalle denunce

Bill Cosby, protagonista indiscusso della celebre sitcom “I Robinson” (The Cosby Show) che tra gli anni Ottanta e Novanta conquistò il pubblico mondiale, rappresenta oggi il volto più emblematico di un crollo reputazionale senza precedenti. Quella che fu una carriera da comico amato e premio Emmy si è progressivamente trasformata in un lungo elenco di procedimenti giudiziari, con oltre sessanta donne che hanno accusato pubblicamente l’attore di molestie, violenze o abusi sessuali in un arco temporale che copre diversi decenni.

La vicenda di Motsinger si inserisce in un quadro giudiziario già denso di precedenti, reso possibile da modifiche legislative in California che hanno esteso i termini di prescrizione per i reati di abuso sessuale in sede civile, permettendo così di processare fatti accaduti anche più di cinquant’anni fa. Non si tratta, peraltro, della prima condanna patrimoniale a carico di Cosby in questo stesso tribunale: già nel 2022, una giuria di Santa Monica aveva ordinato il pagamento di 500mila dollari a Judy Huth, una donna che lo accusava di averla molestata nel 1975, quando lei aveva appena sedici anni.

La strategia della difesa e il ricorso annunciato

Nel corso del procedimento che si è concluso lunedì, gli avvocati di Cosby hanno cercato di smontare la tesi dell’accusa puntando sull’assenza di prove dirette e sulla presunta incoerenza della memoria della vittima. La difesa, rappresentata dall’avvocata Jennifer Bonjean, ha sostenuto che Motsinger non avrebbe potuto stabilire con certezza cosa le fosse accaduto dopo il blackout, definendo le sue dichiarazioni come frutto di “speculazioni e supposizioni”. Tuttavia, la ricostruzione dei fatti – suffragata dal racconto della donna e dalle circostanze contestuali – ha convinto i giurati a riconoscere il danno subito, liquidando 17,5 milioni di dollari per il risarcimento passato e 1,75 milioni per la sofferenza futura, includendo voci come l’angoscia, l’umiliazione e la perdita di qualità della vita.

Immediatamente dopo la lettura del verdetto, la legale di Cosby ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso, una mossa che potrebbe allungare ulteriormente i tempi di una battaglia legale già estenuante per l’anziano attore, il quale ha dichiarato di attraversare difficoltà economiche nonostante il passato di successi miliardari. Per Motsinger, invece, la decisione rappresenta il coronamento di un percorso giudiziario iniziato in forma anonima nel 2005 – quando si unì a una causa intentata da un’altra accusatrice, Andrea Constand – e proseguito fino a questo risarcimento da 19,25 milioni di dollari.

Le contraddizioni di un caso giudiziario senza precedenti

L’esito di questo processo civile in California arriva a distanza di qualche anno dalla principale condanna penale che aveva colpito Cosby in Pennsylvania, nel 2018, per l’aggressione ai danni di Andrea Constand. In quell’occasione, l’attore era stato incarcerato in un carcere di massima sicurezza, diventando il primo volto noto a essere condannato nell’era del movimento #MeToo. Tuttavia, quella sentenza fu clamorosamente annullata nel 2021 dalla Corte Suprema della Pennsylvania: i giudici ritennero che un precedente accordo con un procuratore, secondo il quale Cosby non sarebbe stato perseguito penalmente se avesse testimoniato in una causa civile, fosse stato violato, determinando così un vizio procedurale insanabile.

La distinzione tra i due piani – quello penale, caduto per un cavillo formale, e quello civile, che ora lo obbliga a un risarcimento milionario – evidenzia le peculiarità di un sistema giudiziario che, sebbene non abbia portato a una nuova reclusione, continua a intaccare pesantemente il patrimonio e l’eredità artistica dell’88enne comico. Mentre Motsinger, uscendo dall’aula di Santa Monica, ha commentato che “ci sono voluti 54 anni per ottenere giustizia”, Cosby si appresta a difendersi in appello, senza che al momento siano previste ulteriori udienze penali a suo carico a livello statale.

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