Zagrebelsky sul riarmo tedesco: «Una pace ingiusta è preferibile a una guerra giusta»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, ha espresso preoccupazione per il riarmo della Germania, definendolo un segnale allarmante in un’Europa già attraversata da tensioni e disorientamento. In un’intervista a La Stampa, il giurista ha sottolineato come il momento storico attuale sia caratterizzato da una «grandissima confusione», in cui le soluzioni proposte dai leader politici appaiono poco convincenti. «L’Unione Europea – ha ricordato – è nata anche per contenere la Germania, uscita sconfitta dalla Seconda guerra mondiale, diluendone il peso politico e militare».

Quello che sta accadendo oggi, però, sembra segnare una rottura con decenni di autocontenimento tedesco. Dopo aver a lungo abbracciato un pacifismo istituzionale, Berlino si prepara a un cambiamento radicale, con il futuro cancelliere Friedrich Merz che ha annunciato investimenti illimitati nel potenziale militare. Una mossa che, come un colpo di cannone, ha scosso la diplomazia europea, riportando in primo piano la cosiddetta «questione tedesca».

La svolta non è casuale. L’amministrazione americana guidata da Trump ha reso chiaro agli alleati atlantici che non intende più farsi carico da sola della sicurezza europea, spingendo così i Paesi dell’Unione a rivedere le proprie strategie. Merz, che in passato aveva predicato l’austerità, ora guida un governo pronto a stravolgere la costituzione per finanziare il riarmo, suscitando interrogativi sulla legittimità di decisioni prese da un parlamento in fase di scioglimento.

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