Muore con una maschera antigas, l’ombra di una sfida sui social

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’unica certezza, per il momento, è la scena agghiacciante che i genitori di Leonardo Di Loreto, un ventisettenne di Roseto degli Abruzzi, si sono trovati davanti domenica sera. Tornati a casa dopo una cena fuori, hanno trovato il figlio privo di vita nella sua stanza, sigillata dall’interno. Il giovane era seduto alla scrivania, con il computer ancora acceso e, sul volto, una maschera antigas collegata mediante un tubo a una bomboletta di gas refrigerante, che aveva acquistato in precedenza da qualche parte.

Le indagini, condotte dai carabinieri, si stanno concentrando ora sulla vita digitale del ragazzo, nella speranza di trovare una spiegazione a un gesto così estremo. Leonardo, infatti, era un utente attivo e creativo in rete, dove aveva fondato e animava una community insieme ad un gruppo di amici. In quel spazio virtuale, i membri comparivano spesso mascherati, adottando tratti animaleschi e ironici, in una sorta di gioco di ruolo permanente che forse nascondeva dinamiche più complesse.

L’ipotesi principale che le forze dell’ordine stanno valutando con estrema attenzione è che il giovane possa essere incappato in una pericolosa challenge online, una di quelle sfide social che spingono i partecipanti verso prove al limite della sopportazione umana, spesso con esiti tragici. Il gas refrigerante, se inalato direttamente, può causare un arresto cardiaco immediato, un effetto che potrebbe non essere stato compreso appieno in un contesto di gioco o di sfida.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.