Tiger Woods, l’arresto ripreso dalle bodycam: “Ero al telefono con il presidente”
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Redazione Sport
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Sono stati diffusi i video, registrati dalle bodycam degli agenti intervenuti sul posto, che documentano i momenti successivi all’incidente automobilistico costato al campione di golf Tiger Woods l’arresto per guida in stato di alterazione psico-fisica. Quello che emerge dai frame, girati la scorsa settimana a Jupiter Island in Florida, non è solo lo svolgimento tecnico del fermo, ma anche una conversazione piuttosto singolare: il 50enne, allontanatosi brevemente dal luogo del sinistro per rispondere a una telefonata, ha riferito agli ufficiali di star parlando niente meno che con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Un telefono, una frase e il test fallito
Le immagini mostrano Woods mentre, dopo essere stato invitato a non allontanarsi, si avvicina all’agente brandendo il cellulare. “Rimanga qui con noi per favore”, si sente intimare dal rappresentante delle forze dell’ordine, prima di sentire la risposta del golfista: “Sì, stavo parlando con il presidente”. La telefonata, della quale non è stato possibile verificare il contenuto integrale, si era conclusa con un “Grazie mille, va bene, perfetto, grazie, ciao”, prima che l’atleta restituisse la sua attenzione ai rilievi del caso. Tuttavia, nonostante la leggerezza mostrata in quei frangenti, i successivi accertamenti hanno dipinto un quadro completamente diverso. La dinamica dell’incidente – un sorpasso ad alta velocità che è costato il contromano contro un camion, con il Suv del campione che si è ribaltato su un fianco – è stata solo l’antefatto. I poliziotti, notando le condizioni del conducente, hanno deciso di sottoporlo ai test di rito. Se l’etilometro ha dato esito negativo (zero tasso alcolemico), i segnali fisici rilevati parlavano chiaro: sonnolenza, difficoltà a mantenere l’equilibrio e occhi arrossati hanno fatto scattare il campanello d’allarme per l’ipotesi di assunzione di sostanze stupefacenti.
Farmaci e manette, la notte in cella del fuoriclasse
La perquisizione successiva ha dato ragione ai sospetti degli agenti. Nelle tasche di Woods sono state rinvenute due pillole bianche, identificate dal diretto interessato come “Norco”, un potente analgesico oppioide a base di idrocodone. Il rifiuto opposto dal 50enne di sottoporsi al test antidroga sulle urine, come previsto dalla legge della Florida, ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, trasformando il fermo in un arresto formale. Le accuse a suo carico sono pesanti: guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, danneggiamento di proprietà e rifiuto a sottoporsi a test legale. Le bodycam hanno immortalato anche il momento in cui gli agenti, dopo aver constatato l’incapacità del soggetto di guidare in sicurezza, lo hanno ammanettato. “Vengo arrestato?”, chiedeva Woods con aria stordita mentre gli venivano bloccati i polsi, ricevendo una risposta affermativa dalla vice sceriffa Tatiana Levenar. Nei fotogrammi ripresi all’interno dell’auto di servizio, durante il trasferimento di quindici minuti verso la contea di Martin, si vede il campione di golf singhiozzare, sbadigliare e lottare visibilmente contro il sonno, segni inequivocabili di uno stato di alterazione fisica.
La difesa e l’ombra della Casa Bianca
Dopo il rilascio su cauzione (avvenuto dopo le otto ore obbligatorie di custodia), Woods si è dichiarato non colpevole. La sua versione dei fatti si basa sull’assunzione di farmaci prescritti dal medico per far fronte ai numerosi e debilitanti infortuni che hanno costellato la sua carriera (sette operazioni alla schiena e oltre venti alla gamba destra). “Stavo guardando il telefono e, improvvisamente… boom”, ha raccontato agli agenti per giustificare l’impatto, ammettendo di aver preso “qualche” medicinale nel corso della giornata. Nonostante la difesa si basi su un uso terapeutico, il verbale redatto dagli ufficiali parla chiaro: la combinazione tra le condizioni del paziente e le sostanze assunte ha compromesso irrimediabilmente le sue facoltà mentali e motorie. L’episodio, che riporta alla mente l’arresto del 2017 per guida in stato di ebbrezza (quando fu trovato addormentato al volante), si arricchisce quindi di un retroscena politico che rischia di oscurare la cronaca giudiziaria. L’amico presidente, a cui Woods ha dichiarato di aver parlato pochi istanti prima del blitz, ha definito il golfista “una persona straordinaria” con “qualche difficoltà”. La Casa Bianca, interpellata dalle agenzie, non ha ancora rilasciato commenti ufficiali sulla natura o sul contenuto di quella conversazione privata.




