La Casa Bianca mette Stellantis sotto osservazione
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Redazione Economia
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Stellantis, il colosso automobilistico franco-italiano, si trova attualmente in una situazione di grande difficoltà, con la Casa Bianca che ha recentemente richiesto chiarimenti al CEO Carlos Tavares riguardo agli impegni presi nel 2023 con il sindacato americano dei lavoratori del settore automobilistico, la United Auto Workers. Questa richiesta segue i deludenti risultati delle vendite e i conseguenti stop alla produzione in alcuni stabilimenti, che hanno già messo il gruppo sotto pressione da parte del governo italiano.
I numeri del terzo trimestre del 2024 sono impietosi: in Europa, le consegne sono diminuite del 17%, passando da 599.000 veicoli nel 2023 a 496.000 nel 2024, mentre in Nord America il calo è stato ancora più drastico, con una diminuzione del 36%, da 470.000 a 299.000 veicoli consegnati. Complessivamente, le consegne globali di Stellantis nel trimestre chiuso il 30 settembre 2024 sono state 1.148.000, il 20% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Questa crisi non riguarda solo i numeri delle vendite, ma ha anche un impatto significativo sull'occupazione. Si prevede infatti un'emorragia di oltre 2000 posti di lavoro, colpendo duramente quello che una volta era il motore dell'economia del Lazio Meridionale e il cuore pulsante dell'industria della Ciociaria. Il confronto con la situazione di dieci anni fa è impietoso: il declino è stato significativo e silenzioso, trasformando una realtà industriale fiorente in una piccola realtà in difficoltà.
La strategia di Stellantis, che continua a puntare su modelli premium con prezzi elevati, sembra non essere in linea con le tendenze del mercato, dove i veicoli elettrici a prezzi accessibili stanno guadagnando terreno. Al recente Salone dell'Auto di Parigi, ad esempio, sono stati esaltati modelli come la Citroën ë-C3, disponibile a partire da 25.




