Trump alla Casa Bianca, l'Europa tra incertezza e timore
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Redazione Esteri
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Il trionfo di Donald Trump, che ha sbaragliato il fronte democratico guidato da Kamala Harris, coglie l'Unione europea nel suo momento di massima debolezza. Due anni e mezzo di guerra alle frontiere non sono bastati ai governi del continente per assemblare un embrione credibile di difesa comune. Quasi duecento miliardi di euro impegnati per l'Ucraina non stanno bastando a scacciare lo spettro di una sconfitta. Quanto alla crescita, viaggia poco sopra lo zero, soprattutto nelle sue economie più importanti.
La reazione dell'Europa è caratterizzata da paura e solitudine. Dopo il successo di Trump, questi sentimenti sono i più diffusi a Bruxelles, nelle istituzioni europee e nelle principali Cancellerie dell'Unione. Pur essendo atteso, il ritorno del Tycoon alla Casa Bianca lascia il Vecchio Continente in una sorta di limbo tra gli equilibri del passato, ormai persi, e quelli nuovi, ancora da formare.
In campo domestico, Trump ha come primo obiettivo ridurre l'inflazione per rendere l'America di nuovo accessibile. Propone piani economici incentrati su tagli fiscali, riducendo al 15% l'imposta sulle società, oltre all'esenzione fiscale sui redditi da mancia e all'abolizione della tassa sui pagamenti della previdenza sociale per i pensionati. Per espandere la produzione energetica, ritenuta indispensabile per rafforzare l'industria statunitense, intende aprire l'Artico alle trivellazioni, oltre ad aumentare l'estrazione di greggio.
La vittoria di Trump, quindi, non solo scuote l'Europa, ma impone anche una riflessione profonda sulle strategie economiche e di difesa del continente.




