Scioperi di dicembre 2025: trasporti in tilt per la mobilitazione della Cgil
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Redazione Interno
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Dicembre 2025 si profila all'insegna della mobilitazione sindacale, con una sequenza di proteste che promettono di interessare, in modo particolare, il settore dei trasporti in un periodo già delicato per gli spostamenti legati alle festività. Dopo un autunno costellato da agitazioni, l'ultimo mese dell'anno vedrà un'accentuazione dei disagi, che coinvolgeranno non solo treni e aerei, ma anche autostrade, trasporto pubblico locale e persino la logistica, con ripercussioni sulla distribuzione dei beni. Al centro di questo calendario di iniziative, le quali si annunciano particolarmente articolate, spicca la data del 12 dicembre, giorno scelto dalla Cgil per uno sciopero generale indirizzato contro la Legge di Bilancio per il 2026.
Il quadro delle proteste
Questa mobilitazione di carattere nazionale, che si prefigge di esprimere un dissenso ampio verso le scelte di governo, non sarà l'unica a segnare il mese. Ad essa, infatti, si affiancheranno una serie di agitazioni "di comparto", le quali andranno a colpire alcuni punti nevralgici della mobilità italiana. Saranno toccati, tra gli altri, gli aeroporti e i collegamenti marittimi, senza tralasciare la rete autostradale siciliana e il trasporto pubblico della capitale, in un momento in cui la filiera distributiva è sotto pressione per le richieste del periodo natalizio. L'insieme di queste azioni, alcune delle quali prolungate nel tempo, rischia di creare un effetto a catena difficile da contenere.
L'anticipazione del 28 novembre
A fare da prologo a questo dicembre di tensioni sarà la giornata di venerdì 28 novembre, già definita come potenzialmente critica per pendolari e cittadini. Lo sciopero generale nazionale indetto da sigle del sindacalismo di base – come CUB, USB, COBAS e SGB – avrà una durata di ventiquattro ore e interesserà, in maniera trasversale, trasporti, scuola e sanità. I treni, ad esempio, subiranno una interruzione completa del servizio dalle 21 del giorno precedente fino alle 21 del 28, mentre per altri settori sono previste forme di protesta che potrebbero paralizzare servizi pubblici e privati. La piattaforma rivendicativa, che accomuna queste organizzazioni, contesta la 'Manovra 2026' chiedendone modifiche sostanziali.
Le ragioni della scuola
Nel dettaglio del comparto scolastico, i COBAS Scuola promuovono l'astensione dal lavoro per una serie di motivi ben precisi. La richiesta principale verte su un consistente aumento salariale, stimato attorno al 30% per il personale docente e amministrativo, finalizzato a recuperare una perdita di potere d'acquisto accumulata in vent'anni e considerata ancor più inaccettabile dopo la firma di un recente contratto con aumenti giudicati insufficienti. A questo si aggiungono rivendicazioni strutturali, come la definizione di un sistema pensionistico più favorevole, l'assunzione di personale per coprire tutti i posti vacanti e l'eliminazione del precariato, nonché l'istituzione di un ruolo unico per i docenti per appianare le disparità tra i diversi ordini di scuola. Viene infine richiesta una riduzione del numero massimo di alunni per classe, con un tetto ancora più basso in presenza di studenti con disabilità.




