Iran e Usa, un memorandum di una pagina per chiudere il conflitto: la trattativa segreta che frena Trump
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Redazione Esteri
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Secondo quanto riportato da Axios, che cita due funzionari americani direttamente informati sui dossier sensibili, la Casa Bianca ritiene ormai imminente la sigla di un memorandum lungo una sola pagina – un documento snello ma carico di implicazioni strategiche – con la Repubblica islamica dell’Iran. Questo testo, che nelle intenzioni degli estensori dovrebbe porre fine al conflitto in corso, servirebbe anche da impalcatura per negoziati più articolati sul programma nucleare di Teheran. Un passo, questo, che appare tanto più significativo se lo si contestualizza nelle ultime convulse settimane di scontri e contro-scontri nel Golfo Persico, dove l’ombra di un’escalation regionale non è mai stata del tutto dissipata.
Il dietrofront di Trump e il blocco navale a Hormuz
La notizia del possibile memorandum giunge mentre Donald Trump, che siede nuovamente alla Casa Bianca da più di un anno, ha deciso di sospendere il cosiddetto “Project Freedom”. Si trattava di un’iniziativa pensata per ristabilire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, un passaggio vitale per il traffico petrolifero mondiale. L’annuncio – arrivato direttamente su Truth, la sua piattaforma social – è stato chiaro: il blocco navale americano nell’area rimane in vigore, ma la missione di scorta alle navi commerciali è stata fermata per “verificare se un accordo possa essere finalizzato e firmato”. Una retromarcia che, secondo il New York Times, nasconderebbe però un insuccesso operativo. Soltanto quattro imbarcazioni sarebbero state scortate con successo prima del blocco, e l’intera operazione appariva già in difficoltà.
L’attacco a una nave francese e le parole del presidente
Nelle stesse ore, un nuovo episodio di tensione ha infiammato il Golfo: una nave francese è stata attaccata nei pressi di Hormuz e l’equipaggio ha riportato feriti, sebbene non siano stati forniti dettagli espliciti sulle condizioni delle persone coinvolte. L’episodio, che rientra in una scia di “scaramucce” – così le ha definite Trump – è stato liquidato dal presidente con una certa enfasi: “Teheran non ha chance, non le ha mai avute”. Una dichiarazione che sembra volta a minimizzare la portata degli scontri, mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha precisato che l’operazione di protezione delle navi mercantili è temporanea e che la tregua, in vigore da quattro settimane, non è ancora terminata.
Il ruolo di Pechino e la polemica con Papa Leone XIV
Sullo sfondo di queste manovre, che vedrebbero anche un attivo coinvolgimento di Pechino secondo fonti diplomatiche non meglio specificate, emerge un altro fronte di attrito piuttosto inedito. Trump, infatti, ha ripreso la sua polemica con Papa Leone XIV, accusandolo di mettere “in pericolo molti cattolici e molte persone”. L’oggetto del contendere è la posizione del pontefice sul nucleare iraniano: “Immagino che, se dipendesse dal Papa, per lui andrebbe benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”. Un attacco che si inserisce in una tensione verbale ormai protrattasi per diverse settimane, senza che ciò abbia finora prodotto ripercussioni dirette sui tavoli negoziali tra Washington e Teheran.




