Crisi di manodopera in Molise, dove un colloquio su due non ha candidati
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Redazione Interno
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La carenza di operai specializzati, un fenomeno che affligge da anni il sistema produttivo nazionale, sta mostrando i suoi effetti più dirompenti anche in regioni tradizionalmente più piccole come il Molise. Qui, quasi la metà delle assunzioni programmate per queste figure professionali – la percentuale precisa è del 49% – naufraga a causa dell’impossibilità di reperire personale qualificato. Una fotografia allarmante, scattata incrociando i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro, che delinea un panorama in cui, su dieci colloqui di lavoro fissati dalle aziende, quattro vedono la plateale assenza di qualsiasi candidato.
Le imprese si trovano dunque a cacciare, spesso invano, migliaia di profili ormai rari, dai saldatori ai carpentieri metallici, passando per i gruisti e gli operatori di macchine a controllo numerico. Una lacuna profonda, causata da un insieme di fattori strutturali – primo fra tutti un sistema formativo che non sempre riesce ad allinearsi alle esigenze del tessuto industriale – e che si è trasformata in un problema cronico per la competitività delle aziende, costrette a rinviare commesse o a rivedere al ribasso i propri obiettivi produttivi.
La situazione, peraltro, non è confinata al solo Mezzogiorno. L’analisi condotta dalla Cgia di Mestre indica che è il Nordest, cuore manifatturiero del paese, a soffrire maggiormente, con il 64% degli imprenditori che segnala ostacoli insormontabili nella ricerca. Nel 2024, su un totale di 5,5 milioni di nuovi ingressi previsti, ben 840 mila erano destinati a operai specializzati; posizioni che, quando finalmente vengono coperte, richiedono in media un estenuante processo di selezione della durata di cinque mesi.




