Palermo-Spezia, il gol dopo undici secondi e il dominio rosanero al Barbera
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Redazione Sport
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Un lampo, appena il tempo per gli spettatori di prendere posto negli spalti, è bastato al Palermo per imporre la sua legge allo Spezia. Il "Renzo Barbera", teatro di un evento già entrato nella cronaca sportiva, ha visto la squadra di Filippo Inzaghi, seppur guidata in panchina da altri per la sua squalifica, sbloccare l'incontro dopo soli undici secondi dal fischio d'inizio: un lancio lungo, un errore difensivo degli ospiti, un assist preciso di Pohjanpalo e la conclusione di Filippo Segre che ha trovato l'angolino, scrivendo così una pagina di storia del campionato. Un episodio, questo, che si contrappone a quanto accaduto nello stesso impianto pochi mesi addietro, quando fu concesso il gol più tardivo del torneo, e che ha immediatamente proiettato i padroni di casa verso un controllo del match senza sostanziali contraccolpi, nonostante le intenzioni di rivalsa manifestate dagli uomini di mister Donadoni.
Il contesto di una giornata decisiva
La partita, che segnava l'avvio ufficiale del girone di ritorno, vedeva di fronte due formazioni con panorami di classifica diametralmente opposti. I rosanero, aggrappati saldamente al gruppo di testa con un bottino di trentaquattro punti, affrontavano un avversario in piena zona retrocessione, fermo a metà del loro punteggio e dunque costretto a una rimonta che non ammette ulteriori ritardi. Sul fronte delle formazioni, Inzaghi poteva contare su un organico pressoché completo, fatta eccezione per qualche assenza di peso, mentre il tecnico ligure doveva fare a meno di elementi cardine come Bandinelli, il capitano Hristov e l'attaccante Lapadula, privazioni che hanno inevitabilmente condizionato la manovra offensiva della sua squadra.
Lo svolgimento e le azioni salienti
Dopo il fulmineo vantaggio, il Palermo ha saputo gestire le proprie energie con una certa prudenza, abbassando il ritmo della contesa ma mantenendo saldamente le redini del gioco e impedendo agli spezzini di costruire azioni veramente pericolose. La prima frazione di gioco è così trascorsa senza eccessivi scossoni, con i bianconeri che, nonostante qualche tentativo di riagganciarsi alla partita, faticavano a rendersi concretamente minacciosi nell'area avversaria. La ripresa ha visto momenti di maggiore vivacità, come quando, al cinquantanovesimo minuto, un cross preciso di Bani ha trovato la testa di Pohjanpalo, il cui tentativo è stato però neutralizzato all'ultimo istante dalla difesa, e il successivo calcio di punizione di Ranocchia, deviato dalla barriera.
Le mosse della panchina
Proprio nel cuore della seconda metà del campo, Donadoni ha deciso di sfruttare l'intero arsenale a disposizione in panchina, operando una tripla sostituzione nel tentativo di ribaltare le sorti dell'incontro. Al sessantunesimo minuto sono così entrati in campo Romano, Artistico e Verde, prendendo il posto rispettivamente di Comotto, Cassata e Veloti. Una mossa coraggiosa, dettata dalla necessità di cercare il pareggio, che però non ha sortito l'effetto sperato di scardinare un baricentro palermitano rimasto compatto e ordinato, in grado di respingere gli assalti finali e di conservare quel prezioso vantaggio iniziale fino al fischio dell'arbitro.




