La Distinguished Gentleman’s Ride spegne dieci candeline a Sassari, in palio una Triumph Thruxton 400
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Redazione Economia
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Non è una semplice sfilata di motociclette, né un raduno fine a sé stesso; la Distinguished Gentleman’s Ride, giunta alla sua decima edizione sassarese, ha saputo trasformare l’asfalto del centro storico in una superficie narrativa dove eleganza, solidarietà e meccanica si fondono senza soluzione di continuità. Il 23 maggio, a ospitare l’evento – che ormai da un decine d’anni rappresenta un appuntamento fisso anche nel calendario del nord Sardegna – sarà piazza d’Italia, cuore pulsante della città, la quale per l’occasione cambierà radicalmente volto: niente traffico, niente smog, solo moto classiche, café racer e scrambler che avanzano accanto a giacche di tweed, cravatte annodate con cura e baffi cesellati come si faceva un secolo fa.
Un decennio di tweed, acciaio e ricerca medica
Quella del 2026 non è una ricorrenza qualsiasi, perché l’edizione numero dieci a Sassari arriva dopo un percorso di crescita lento ma inarrestabile, che ha portato la manifestazione a ritagliarsi uno spazio riconoscibile ben oltre i confini isolani. A organizzare l’accoglienza, nella fattispecie, saranno i Gentlemen Bikers Sassari, pronti a ricevere i centauri che partecipano a un movimento globale capace di coinvolgere, ogni anno, oltre 90.000 persone in più di 1.000 città sparse per il mondo. L’idea originaria, va ricordato, nacque a Sydney dalla mente di Mark Hawwa, il quale trasse ispirazione dal personaggio di Don Draper – celebre protagonista della serie televisiva “Mad Men” – per dare vita a un evento che unisse la passione per le moto dallo stile vintage a un obiettivo di utilità sociale ben preciso: raccogliere fondi per la ricerca sul cancro alla prostata e, al contempo, sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salute mentale maschile, tema spesso relegato ai margini del dibattito.
Triumph Sardegna mette in palio una Thruxton 400
E proprio per celebrare questo doppio anniversario – il decennale locale e la costante crescita della manifestazione nel mondo – Triumph Sardegna ha deciso di alzare ulteriormente la posta in gioco. Nel corso della giornata, tra un caffè sorseggiato in sella a una Norton e lo scambio di opinioni su una benza e un manubrio a cloche, verrà estratta una Triumph Thruxton 400. Un modello, quest’ultimo, che incarna perfettamente lo spirito del Distinguished Gentleman’s Ride: linee pulite, richiami al passato ma con un’anima moderna, ideale per chi non considera la moto un semplice mezzo ma un prolungamento del proprio stile di vita.
Piazza d’Italia diventa passerella senza tempo
L’allestimento previsto per il 23 maggio trasformerà piazza d’Italia in una sorta di set cinematografico a cielo aperto, dove l’asfalto farà da tappeto rosso a centauri in giacca e cravatta. Non ci saranno cronometri né classifiche, perché la vera competizione – se così si può chiamare – è quella legata alla raffinatezza dell’abbigliamento e alla cura maniacale dei dettagli delle proprie due ruote. I partecipanti, va da sé, arriveranno da diversi centri dell’isola, e molti di loro porteranno con sé storie di restauri fatti in garage, di motori rimontati pezzo dopo pezzo, di corse mai corse ma intensamente sognate. La manifestazione, lo si ripete, non ha alcuna finalità agonistica: il suo cuore pulsante resta la raccolta di donazioni per i due fronti sanitari indicati, con l’obiettivo di finanziare programmi di ricerca e supporto psicologico.
Un fenomeno globale nato da una serie tv
Curiosamente, quel che era partito come un piccolo raduno di amici a Sydney nel 2012 si è trasformato in un fenomeno globale, capace di catalizzare l’attenzione di marchi come Triumph e di dealer indipendenti sparsi in ogni continente. La scelta di Sassari, per la decima edizione, non è affatto casuale: la città ha dimostrato negli anni una capacità di risposta entusiastica, con un pubblico che non si limita a guardare ma partecipa attivamente, indossando il proprio abito migliore e salendo in sella a moto che sembrano uscite da un catalogo degli anni Sessanta. La Thruxton 400 in palio, del resto, rappresenta proprio il ponte ideale tra quel decennio dorato del motociclismo e le esigenze di affidabilità e sicurezza del terzo millennio. E mentre il 23 maggio l’orologio scandirà le ore tra il rombo ovattato dei monocilindrici e il tintinnio di una cravatta al vento, piazza d’Italia diventerà per un giorno l’epicentro di un messaggio chiaro: si può essere eleganti, si può amare il rombo dei motori e, al tempo stesso, contribuire a salvare vite umane. Senza retorica, senza eccessi, ma con la sobria consapevolezza che ogni fondale marino – o ogni fondo di una sella – può nascondere una storia di rinascita.




