Ferragni tenta il rilancio: aumento di capitale da 6,4 milioni divide i soci di Fenice

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Redazione Economia Redazione Economia   -   MILANO – Chiara Ferragni, nonostante le recenti turbolenze legali e finanziarie, prova a riprendere in mano le redini della sua Fenice Srl, la società che gestisce i marchi legati al suo nome. L’assemblea dei soci, riunitasi per decidere sul futuro dell’azienda, ha approvato un aumento di capitale da 6,4 milioni di euro, necessario per ripianare le perdite accumulate e garantire la sopravvivenza della società. Tuttavia, la decisione non è stata unanime, rivelando divisioni interne che potrebbero complicare ulteriormente il percorso di risanamento.

La Ferragni, socia al 32,5% attraverso il veicolo Sisterhood, si è schierata a favore della ricapitalizzazione, sostenuta dall’amico e storico collaboratore Paolo Barletta. La mossa, che mira a evitare il fallimento della società, arriva in un momento delicato per l’imprenditrice digitale, ancora alle prese con le conseguenze del cosiddetto pandoro gate e con il rinvio a giudizio per truffa aggravata, il cui processo è atteso per il prossimo 23 settembre. Nonostante le difficoltà, chi l’ha incontrata nelle ultime settimane racconta di una Ferragni determinata e ottimista, pronta a ripartire dopo un anno segnato da scandali e conti in rosso.

Fenice Srl, che fino al 2023 aveva generato ricavi per 12 milioni di euro, ha chiuso l’ultimo esercizio con perdite pari a 10,2 milioni, un buco che l’aumento di capitale cerca di colmare. Claudio Calabi, amministratore delegato della società, ha guidato l’operazione di ripianamento, ma non è riuscito a evitare le divisioni tra i soci durante l’assemblea. Alcuni, infatti, hanno espresso dubbi sulla strategia, temendo che l’iniezione di liquidità possa non essere sufficiente a risollevare le sorti dell’azienda.

La situazione finanziaria di Fenice riflette le difficoltà più ampie del brand Ferragni, che negli ultimi mesi ha visto ridursi collaborazioni e introiti, mentre i costi legali e di gestione continuano a pesare. L’aumento di capitale, se da un lato rappresenta un’ancora di salvezza, dall’altro evidenzia le incertezze che circondano il futuro della società. La Ferragni, che ha costruito il suo impero sui social media e sulla capacità di trasformare la sua immagine in un business globale, si trova ora a dover riconquistare la fiducia del mercato e dei partner, in un contesto reso ancora più complesso dalle vicende giudiziarie in corso.

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