Opas di Poste su Tim, via al via libera della Consob: ecco il corrispettivo per gli azionisti
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Redazione Economia
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L’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) promossa da Poste Italiane su Tim entra nel vivo con la pubblicazione del prospetto informativo, dopo il via libera della Consob che ha dato il là all’operazione annunciata a marzo. Il periodo di adesione, concordato con Borsa Italiana, prenderà il via lunedì 20 luglio per concludersi, salvo proroghe, l’11 settembre 2026, con il pagamento del corrispettivo fissato per il 18 settembre successivo.
Si tratta di uno snodo cruciale per il futuro del settore delle telecomunicazioni in Italia, un’operazione di ampio respiro che punta a creare un polo integrato capace di unire servizi finanziari, assicurativi, logistici e di connettività.
Il corrispettivo dell'offerta e le modalità di adesione
Il prospetto informativo definisce nei dettagli il corrispettivo riconosciuto agli azionisti di Tim che aderiranno all’offerta, una struttura mista che prevede una componente in contanti e una in azioni di nuova emissione. Per ogni azione Tim portata in adesione, Poste Italiane riconoscerà 1,67 euro in denaro e 0,218 azioni ordinarie di Poste Italiane, un rapporto di concambio che è stato rettificato per tenere conto del raggruppamento azionario di Tim entrato in vigore a giugno, pur rimanendo invariata la sostanza economica complessiva dell’operazione.
A titolo esemplificativo, per ogni 500 azioni Tim conferite, l’azionista riceverà 835 euro in contanti e 109 azioni Poste di nuova emissione. L’esborso massimo in denaro previsto da Poste è di circa 2,85 miliardi di euro, mentre le nuove azioni da emettere sarebbero circa 372 milioni in caso di piena adesione, un passaggio che ha richiesto l’approvazione di un aumento di capitale da parte dei soci di Poste, Cassa Depositi e Prestiti e il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La soglia del 66,67% e gli obiettivi industriali
Tra le condizioni di efficacia dell’offerta, Poste Italiane ha fissato una soglia minima di adesione pari al 66,67% del capitale sociale di Tim, una percentuale ritenuta necessaria per procedere con il progetto di integrazione e con il successivo delisting della società di telecomunicazioni da Euronext Milan.
Nel prospetto, tuttavia, viene specificato che, qualora tale soglia non venisse raggiunta, Poste si riserva la facoltà di rinunciare a questa condizione e dichiararsi comunque soddisfatta, potendo così proseguire nell’acquisizione anche con una quota inferiore, sebbene un’adesione al di sotto del 90% del capitale potrebbe rendere più complessa l’estrazione di tutte le sinergie e l’integrazione piena di Tim.
L’obiettivo dichiarato dell’operazione, come si legge nel documento di offerta, è “la costruzione della più grande piattaforma connessa d’Italia”, un disegno industriale che mira a creare un gruppo integrato con posizioni di leadership nei servizi di connettività, tecnologici, finanziari, assicurativi e di logistica, con ricavi gestionali aggregati pari a circa 26,9 miliardi di euro e un Ebit aggregato di circa 4,8 miliardi.
Le sinergie attese e le garanzie sull'occupazione
Il prospetto informativo quantifica in almeno 700 milioni di euro annui a regime il potenziale complessivo di sinergie ante imposte derivanti dall’integrazione tra Poste e Tim, un dato che rappresenta uno dei pilastri della strategia industriale alla base dell’offerta.
Di questa cifra, circa 500 milioni sono riconducibili a sinergie di costo – che includono efficienze sul costo del finanziamento e ottimizzazione della struttura di capitale – mentre oltre 200 milioni deriverebbero da sinergie di ricavo, che si stima possano essere realizzate entro tre anni dal completamento dell’operazione. Il documento di offerta pone grande enfasi sulle ricadute occupazionali, fornendo esplicite rassicurazioni in merito alla salvaguardia dei livelli occupazionali e dei siti operativi.
“Tenuto conto della complementarità (e non sovrapposizione) dei business” di Poste e Tim, il prospetto afferma che non vi saranno impatti sul capitale umano e che non sono previste modifiche sostanziali ai contratti di lavoro dei dipendenti, né conseguenze negative dirette sull’organico o sulle condizioni di impiego delle due società.
Le tempistiche dell'operazione e i prossimi passi
Con l’approvazione della Consob, che ha esaminato il documento di offerta, e il parere positivo del consiglio di amministrazione di Tim, che ha giudicato il corrispettivo congruo e coerente con il piano industriale, l’operazione entra ora nella sua fase più delicata, quella del coinvolgimento diretto degli azionisti. Le adesioni all’offerta potranno essere raccolte per 40 giorni di borsa aperta fino all’11 settembre, con la possibilità di una riapertura dei termini tra il 21 e il 25 settembre qualora se ne verifichino le condizioni.
L’esito di questa fase sarà determinante per il futuro di Tim e per il nuovo assetto del gruppo Poste, un’operazione che il management guidato da Matteo Del Fante ha più volte definito come il punto di arrivo di una visione strategica di lungo periodo per il rafforzamento delle infrastrutture critiche del Paese.




