Poste deposita in Consob l’offerta su Tim, l’Opas vale 10,8 miliardi
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Redazione Economia
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Non si tratta più di una semplice indiscrezione o di una dichiarzione d’intenti, bensì di un atto formale che imprime una traiettoria precisa al futuro delle telecomunicazioni italiane. Poste Italiane ha depositato oggi, 10 aprile, presso la Consob il documento relativo all’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) totalitaria volontaria sulle azioni ordinarie di Telecom Italia, quella stessa operazione che era stata annunciata al mercato il 22 marzo scorso. Il deposito, un passaggio tecnico e insieme politico di straordinaria rilevanza, trasforma l’annuncio in una complessa architettura finanziaria, dove i meccanismi di mercato si intrecciano con le strategie di consolidamento dei campioni nazionali.
I termini economici dell’operazione e il premio sulla chiusura di marzo
Nel dettaglio, il corrispettivo riconosciuto a ogni azionista Tim che aderirà all’offerta è composto da due elementi, strettamente legati tra loro. Da un lato, una componente in contanti pari a 0,167 euro per azione; dall’altro, una componente azionaria rappresentata da 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane. Sommando le due voci – una liquidità immediata e una partecipazione nel capitale postale – si raggiunge un controvalore complessivo di 0,635 euro per ciascun titolo Telecom conferito. Un valore che, va detto, inra un premio del 9% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni Tim registrato il 20 marzo, appena due giorni prima dell’annuncio ufficiale.
Numeri da 10,8 miliardi: l’esborso cash di Poste supera i 2,8 miliardi
L’intera operazione, per la quale Poste Italiane ha già avviato l’iter di approvazione anche presso Bankitalia, si muove su cifre imponenti. Il valore complessivo attribuito all’Opas ammonta infatti a 10,8 miliardi di euro, una somma che riflette la totalità del capitale ordinario di Tim messo in gioco. Di questi, la parte che graverà direttamente sulle casse di Poste in termini di esborso cash – cioè la sola componente monetaria dell’offerta – è di poco superiore a 2,8 miliardi di euro. Il resto del corrispettivo sarà coperto, come previsto, dalle azioni di nuova emissione, le stesse che andranno a modificare gli equilibri azionari dei due gruppi.
Un’architettura complessa che riscrive le gerarchie industriali
L’integrazione sistemica tra i due colossi, uno dominante nei servizi postali, logistici e finanziari, l’altro pilastro delle infrastrutture di rete e della telefonia, delinea una riconfigurazione senza precedenti del panorama industriale italiano. L’Opas totalitaria, va ricordato, si rivolge alla totalità delle azioni ordinarie di Tim, senza esclusioni di sorta: chi aderisce riceve lo stesso identico pacchetto, composto da liquidità e titoli Poste. Il deposito del documento in Consob rappresenta il primo atto formale di una partita che si giocherà nei prossimi mesi tra valutazioni tecniche, pareri delle autorità e decisioni degli azionisti. Non ci sono ancora giudizi definitivi, né scenari tracciati: solo i numeri, le scadenze e le regole di una procedura che, da oggi, è ufficialmente in corsa.




