Il 12enne precipitato dal lucernaio a Bologna, gli amici: «Mai stati lì, era la prima volta»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’androne di scale in via Piave 6, a Bologna, trattiene ancora l’eco di un urlo secco, quello che venerdì sera ha squarciato il silenzio del quartiere. Louis Pisha, dodici anni, è caduto nel vuoto dopo che una lastra di plexiglass – posta a copertura di un lucernaio interno – ha ceduto sotto il suo peso. Il ragazzino si trovava sul tetto dell’edificio, un palazzo di otto piani, insieme ad alcuni amici della stessa età; nessuno di loro, hanno raccontato i compagni sconvolti, era mai salito fin lassù prima di quel pomeriggio. «Era la prima volta», hanno ripetuto, come a voler fissare il confine sottile tra un gioco innocente e una trappola mortale.

La caduta e il tentativo disperato di aggrapparsi al cornicione

Stando a quanto ricostruito dalle prime testimonianze, il gruppo stava esplorando il terrazzo condominiale quando Louis si è avvicinato al lucernaio. Camminando sulla lastra di plexiglass, questa si è improvvisamente frantumata o comunque ha perso la sua tenuta, lasciando il bambino appeso per un pugno di secondi al bordo della struttura. Sotto di lui, un vuoto di una trentina di metri che si apre sulla tromba delle scale condominiali. Gli amici – quelli che fino a un istante prima giocavano con la spensieratezza dei dodici anni – hanno provato a tirarlo su afferrandolo per i vestiti, ma la presa era debole e il baratro troppo profondo. Il ragazzino, pur aggrappandosi al cornicione, «non ha retto più», hanno detto i testimoni, e alla fine ha mollato la presa.

«Ha mollato la presa davanti a noi»: lo choc dei residenti

A raccontare quegli istanti è anche un residente di via Piave 9, che a Bologna Today ha ricostruito la sequenza degli eventi senza filtro. Le urla dei quattro amici di Louis hanno attirato l’attenzione dei condomini intorno alle 19 di venerdì 3 aprile; alcuni di loro si sono affacciati o sono accorsi, tentando di fare qualcosa per salvarlo. Lo stesso testimone ha riferito che, dopo aver sentito le grida d’aiuto, è partita una corsa contro il tempo: «Poi il bambino ha mollato la presa davanti a noi ed è caduto». Nessuna possibilità di intercettare quel leggero che precipitava nel vuoto, mentre gli amici – ancora con le mani tese verso di lui – restavano a guardare la scena, impotenti.

Le indagini sulla tragedia e il dramma silenzioso del condominio

Il di Louis Pisha è stato recuperato all’interno della tromba delle scale, dove l’impatto non gli ha lasciato scampo. Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, e in particolare lo stato di manutenzione del lucernaio e le modalità con cui i ragazzi siano riusciti ad accedere al tetto. Nessun dettaglio è stato ancora reso noto su eventuali responsabilità penali, né sui provvedimenti che potrebbero scattare nei confronti dell’amministratore o dei proprietari dell’edificio. Quel che resta, per ora, è il silenzio pesante nell’androne di via Piave 6: gli amici superstiti hanno raccontato di non essersi mai spinti prima su quel tetto, quasi a voler sottolineare l’assurda casualità di una morte che ha sconvolto l’intera città senza però offrire risposte immediate.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.