Il nodo dell’ingaggio di Conte e la lista dei sostituti: il Napoli aspetta il futuro

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Non si placa, nel vortice delle voci di fine stagione, il tormentone che avvolge la panchina del Napoli e il futuro di Antonio Conte. Se da un lato il tecnico salentino è chiamato a mantenere alta la concentrazione per gli impegni immediati, dall’altro la dirigenza azzurra – conscia delle variabili in gioco – ha già cominciato a sondare il terreno per un’eventuale successione. C’è un dato, tuttavia, che rende meno romantica e più complessa l’ipotesi di un ritorno di Conte sulla panchina della Nazionale, ed è un dato puramente economico: l’ingaggio da 8 milioni di euro netti che il tecnico percepisce a Napoli.

Una cifra, quest’ultima, che appare al momento proibitiva per le casse della Federazione. Basta scorrere la lista degli ultimi inquilini della panchina azzurra per rendersene conto: Gattuso percepiva 800mila euro, Mancini 3 milioni e Luciano Spalletti, l’ultimo a ricoprire quel ruolo, si fermava a 2,8 milioni. Per colmare un simile divario, servirebbe una soluzione simile a quella trovata nel lontano 2014, quando lo sponsor tecnico (all’epoca Puma) contribuì a coprire parte dell’ingaggio dell’allora ct.

Aurelio De Laurentiis, che in questi giorni ha dichiarato di non voler porre ostacoli a una partenza del suo allenatore – un atteggiamento, questo, ben diverso da quello tenuto con Spalletti nel 2023 – potrebbe in realtà non vedere di cattivo occhio un divorzio che alleggerirebbe i conti della Filmauro. Il bilancio consolidato della holding ha recentemente evidenziato una perdita di circa 22 milioni di euro, in larga parte dovuta ai costi del club partenopeo. Tuttavia, prima di arrivare a eventuali scenari di addio, ci sarà un summit tra le parti al termine della stagione: l’accordo contrattuale che lega Conte al club è valido fino al 2027.

I profili per la successione e la conferma di De Bruyne

Se dunque l’addio di Conte dovesse concretizzarsi – sia per approdare in Nazionale, dove la governance della Figc è ancora in bilico tra le candidature di Malagò e le difficoltà politiche, sia per altre destinazioni – il Napoli non si è lasciato trovare impreparato. Secondo le indiscrezioni raccolte da Tuttomercatoweb, la lista dei desiderata di De Laurentiis per la prossima stagione è già pronta. Spiccano due nomi in particolare, entrambi accomunati dalla loro italianità: si tratta di Vincenzo Italiano, attuale tecnico del Bologna, e di Raffaele Palladino.

A questi si aggiunge, come riportato da fonti vicine al club, anche l’ipotesi Enzo Maresca, un profilo che, reduce dall’esperienza in Premier League, garantirebbe un certo appeal internazionale senza abbassare il tiro qualitativo. Maresca, va detto, ha attualmente contratti in essere che lo legano ad altri lidi, ma il suo nome rimane caldo nella agenda di Giovanni Manna.

Mentre sul fronte della panchina si naviga a vista in attesa del faccia a faccia decisivo, sul fronte del campo il club ha già preso alcune decisioni strategiche. Kevin De Bruyne, nonostante i recenti rumors di mercato, vestirà la maglia azzurra anche nella prossima stagione. La dirigenza ha fatto sapere di contare sul centrocampista belga, ritenendolo un tassello fondamentale per il progetto tecnico indipendentemente da chi siederà in panchina.

Il “Pizzino” di Casucci e le parole (tra il serio e il faceto)

A gettare ulteriore benzina sul fuoco delle illazioni ci ha pensato, come spesso accade, il cosiddetto “Pizzino” del giornalista Gerardo Casucci. Se l’argomento è scottante, l’analisi parte dalle parole dello stesso Conte, rilasciate al termine della sfida contro il Milan. Quando gli è stato chiesto della possibilità di guidare l’Italia, il tecnico non ha chiuso la porta, anzi: "Se fossi il presidente federale mi prenderei in considerazione". Una dichiarazione che, a seconda di chi l’ascolta, assume i toni del faceto o quelli di una seria dichiarazione di intenti.

Casucci, nel suo consueto stile ironico, ha commentato la situazione sottolineando come sia già pronto ad "accompagnare con un autobus Conte e il suo staff in quel di Coverciano". Un’uscita che fotografa bene l’umore di una piazza che, da un lato, venera il lavoro del tecnico, ma dall’altro inizia a fare i conti con la possibilità concreta di un addio. D’altronde, le parole di De Laurentiis ("Se me lo chiedesse accetterei") non sono parse solo un atto di cortesia, ma una ragionata valutazione di opportunità.

Lo scenario e le variabili in campo

La situazione, al momento, è fluida e legata a doppio filo con le dinamiche della governance calcistica. L’elezione del nuovo presidente della Figc – con Giovanni Malagò in pole position – sarà determinante per capire quale sarà la direzione tecnica che la Federazione vorrà intraprendere. Per Conte, il ritorno in Nazionale rappresenterebbe la chiusura di un cerchio, ma le variabili economiche sono un macigno difficile da spostare.

Dal canto suo, il Napoli si trova in una posizione di attesa vigile. La concentrazione è tutta sul rush finale del campionato, con la sfida imminente contro il Parma che impegnerà la mente di Conte e dei suoi ragazzi. La dirigenza, però, ha gli occhi puntati a giugno. I nomi di Italiano e Palladino sono lì, pronti a essere trasformati da suggestioni a realtà, qualora l’addio dell’allenatore salentino dovesse passare dallo stato di indiscrezione a quello di certezza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.