La USS Theodore Roosevelt salpa verso il Medio Oriente: terzo gruppo d'attacco statunitense nella regione

La USS Theodore Roosevelt salpa verso il Medio Oriente: terzo gruppo d'attacco statunitense nella regione
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il gruppo d'attacco della portaerei USS Theodore Roosevelt ha lasciato domenica il porto di San Diego, in California, facendo rotta verso il Medio Oriente. Si tratta della terza portaerei statunitense inviata nell'area, un rafforzamento militare che, secondo funzionari americani, non ha precedenti per dimensioni dai tempi dell'invasione dell'Iraq del 2003.

Una partenza senza cerimonie

La Theodore Roosevelt, superportaerei a propulsione nucleare di classe Nimitz e nave ammiraglia del Carrier Strike Group 9, è salpata senza il tradizionale apparato cerimoniale: nessun marinaio schierato lungo i corrimani, stando alle fotografie scattate dagli osservatori presenti. La nave è affiancata dall'incrociatore lanciamissili USS Chosin e da squadroni di cacciatorpediniere, con il Carrier Air Wing 11 imbarcato, che comprende caccia F-35C e F/A-18 Super Hornet, velivoli per la guerra elettronica e aerei da allarme precoce.

L'arrivo nella zona di operazioni è previsto per la metà di novembre.

Il quadro delle forze statunitensi nella regione

Nella regione sono già operative due portaerei: la USS George H.W. Bush e la USS George Washington, quest'ultima con base in Giappone e trasferita nel Centro di comando statunitense ad agosto. Non è chiaro se la Theodore Roosevelt sostituirà una delle due unità presenti o si aggiungerà ad esse, portando a tre i gruppi d'attacco dispiegati simultaneamente. L'invio del gruppo della Roosevelt comporta l'aggiunta di circa 9.000-10.000 militari, che si sommano ai più di 50.000 soldati statunitensi già presenti nell'area.

Il calo delle esportazioni petrolifere iraniane

Il rafforzamento militare si inserisce in un contesto in cui l'Iran ha visto ridursi drasticamente la propria capacità di esportare greggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo dati di tracciamento navale, Teheran non ha caricato nuovo petrolio sui mercati da metà agosto, e nessun carico iraniano ha attraversato la linea di blocco statunitense da metà luglio. Il ministro del Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che l'Iran non ha caricato «ZERO crude oil» a settembre, collegando il risultato alla cosiddetta «Operation Economic Outcast».

Le scorte di greggio iraniano rimaste in acqua nelle acque asiatiche ammontavano a circa 15 milioni di barili la scorsa settimana, in gran parte già venduti.

Parallelamente, le esportazioni di greggio dei Paesi arabi della regione hanno recuperato: a settembre la media è stata di circa 16,5 milioni di barili al giorno, con una media settimanale di circa 19,5 milioni di barili nell'ultima settimana del mese, superiore ai livelli prebellici di circa 17 milioni. Il recupero è stato reso possibile da un sistema di navette petrolifere scortate da unità militari statunitensi, che trasferiscono il carico su altre navi in acque più sicure.

La portaerei USS Makin Island e i repubblicani Patriot

Oltre alla Theodore Roosevelt, il gruppo anfibio Makin Island, con a bordo migliaia di marines del 13° Marine Expeditionary Unit, ha lasciato San Diego lunedì e dovrebbe arrivare nella regione entro la fine di novembre. Nel mese di settembre, secondo quanto riportato, gli Stati Uniti hanno inoltre schierato due batterie aggiuntive di missili Patriot per proteggere infrastrutture energetiche in Arabia Saudita e Qatar.

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