Mostra sul Futurismo, pressioni sui curatori e costi lievitati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La mostra sul Futurismo, che sarà inaugurata a dicembre, è al centro di una controversia che coinvolge il Ministero della Cultura e il suo attuale ministro, Alessandro Giuli. Secondo quanto riportato da Fabio Benzi, storico dell'arte e curatore per il Kröller Museum in Olanda, il ministro Sangiuliano avrebbe imposto un veto totale su molte decisioni riguardanti l'esposizione, un comportamento che Benzi paragona a quello di Mussolini, sottolineando come neanche il dittatore avesse mai agito in modo così autoritario.

Inizialmente, la mostra era stata concordata in ogni dettaglio, dai costi agli spostamenti delle opere, con un lungo protocollo che prevedeva una spesa di 700mila euro. Tuttavia, il costo è lievitato a oltre un milione di euro, suscitando polemiche e preoccupazioni. Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ha evidenziato come il comitato scientifico creato da Sangiuliano sia stato esautorato, insieme ai curatori Simongini e Dambruoso, e come siano state tagliate 300 opere su 650.

Le pressioni per ospitare opere legate a un gallerista vicino a Fratelli d'Italia, Fabrizio Russo, e al presidente della commissione cultura Federico Mollicone, hanno ulteriormente complicato la situazione. Questo scenario ha portato a un'inchiesta giornalistica che ha messo in luce le dinamiche interne al Ministero della Cultura e le decisioni controverse del ministro Giuli, ex presidente del Maxxi.

La vicenda, che ha già portato alle dimissioni dell'ex direttore del Tg2, continua a far tremare il ministero, tra scricchiolii e tensioni che sembrano non avere fine.

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