Merino al 91' affonda il Portogallo: la Spagna vola ai quarti del Mondiale
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Redazione Sport
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Il derby iberico, quello che sulla carta doveva essere uno dei grandi classici di questi ottavi di finale, ha rischiato più volte di trasformarsi in una noiosissima partita a scacchi. L'AT&T Stadium di Dallas ha fatto da cornice a una sfida tatticamente dispendiosa e povera di emozioni, decisa però da un lampo di Mikel Merino nei minuti di recupero.
Il centrocampista dell'Arsenal, subentrato all'85', ha raccolto un assist di Ferran Torres e di destro ha battuto Diogo Costa, condannando il Portogallo all'eliminazione e regalando alla Spagna un posto ai quarti di finale dopo sedici lunghi anni di digiuno.
Una partita bloccata e poco spettacolare
L'equilibrio, per quasi tutta la durata dell'incontro, ha regnato sovrano. Le due formazioni, che si conoscono ormai a memoria per via dei numerosi incroci in Champions League e nelle competizioni per nazionali, hanno faticato a trovare varchi in una difesa, quella spagnola, che è risultata finora la più solida del torneo, non avendo ancora subito gol. Se da una parte la Spagna provava a gestire il possesso palla e a imporre il proprio giro, il Portogallo rispondeva con ripartenze veloci, ma senza mai riuscire a impensierire seriamente Unai Simon. le prime occasioni importanti portano la firma della Roja: Mikel Oyarzabal, il capocannoniere della squadra in questa edizione del Mondiale con quattro reti, si trova a tu per tu con Diogo Costa ma calcia clamorosamente fuori. Poco dopo, anche i tentativi dalla distanza di Lamine Yamal e di Alex Baena si infrangono sui guantoni del portiere portoghese. Il Portogallo reagisce con un tiro di Cristiano Ronaldo, parato da Simon, e con una spettacolare rovesciata dello stesso numero 7 che, tuttavia, non trova la porta.
La miglior occasione dei lusitani capita però nel finale di primo tempo, quando un sinistro di Nuno Mendes si stampa sulla traversa.
La resilienza spagnola e l'arma a disposizione di De la Fuente
Nella ripresa, il match sembra incanalarsi verso i tempi supplementari, complice l'evidente stanchezza e la paura di perdere che attanaglia entrambe le squadre. Il tecnico della Spagna, Luis de la Fuente, ha tuttavia dimostrato di avere una panchina lunghissima. Dopo aver inserito Ferran Torres al posto di Baena, al minuto 85 ha giocato l'ultima carta gettando nella mischia Mikel Merino insieme a Fabian Ruiz. Una mossa che si è rivelata decisiva.
Proprio quando ormai i supplementari sembravano scontati, un calcio di punizione battuto veloce da Ferran Torres ha sorpreso l'addormentata difesa portoghese, servendo a Merino il pallone del definitivo 1-0. per il Portogallo e per il suo capitano Cristiano Ronaldo, che disputava il suo ultimo Mondiale a 41 anni dopo l'annuncio di non voler partecipare a quello del 2030, si chiude quindi un cammino iniziato con qualche titubanza e mai veramente decollato. La Spagna, invece, trova la prima storica qualificazione ai quarti di finale dal 2010, anno in cui poi vinse il titolo. A Dallas, non è stata la stella assoluta a prendersi la scena, ma la forza di un collettivo che ha saputo attendere il momento giusto per colpire. La difesa resta imbattuta, e questa è forse la carta vincente più importante.
L'amicizia oltre la rivalità
A margine del risultato, che ha visto la Spagna prevalere sulla storica rivale, è emerso un gesto che ha commosso i tifosi. Subito dopo il fischio finale, diversi giocatori del Barcellona presenti in campo si sono avvicinati a Joao Cancelo per consolarlo. Tra questi, il giovane centrocampista Gavi, che ha poi condiviso sui social un'immagine in cui abbracciava il terzino portoghese con la didascalia "Siempre juntos hermano", a testimonianza di come i legami di squadra possano superare anche la delusione di una sconfitta in una competizione come il Mondiale.




