Il generale Oreste Liporace arrestato: un'inchiesta rivela un caso di corruzione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il generale dei carabinieri Oreste Liporace è stato arrestato. Le accuse contestate sono corruzione, turbativa e false fatture. Liporace, attuale comandante del secondo reggimento allievi, marescialli, brigadieri di Velletri, è stato precedentemente comandante provinciale a Padova dal 2017 al 2019.

Il contesto dell'arresto

Da giovedì, Liporace è agli arresti domiciliari. L'inchiesta è stata condotta dalla Guardia di finanza di Milano e del pubblico ministero Paolo Storari. L'indagine ha portato alla luce un appalto di quasi 700 mila euro per servizi di pulizia della Scuola sottufficiali dell’Arma a Velletri, affidati fino al 2021 all’impresa di William Fabbro.

Il passato di Liporace a Padova

Per due anni, quando ancora portava i gradi di colonnello, Liporace era stato a capo del comando provinciale carabinieri di Padova. Arrivato a Padova il 21 settembre 2017, ha diretto i 1.000 militari di tutta la provincia fino al 2019, quando ha assunto l'incarico di comandante del 2° reggimento allievi marescialli e brigadieri dei carabinieri di Velletri.

Liporace e la città di Roma

In passato, l'allora colonnello dei carabinieri Oreste Liporace fu scelto dal sindaco Ignazio Marino come capo dei vigili urbani di Roma. Tuttavia, dopo la presentazione ufficiale in Campidoglio, la nomina fu congelata per problemi relativi a presunti requisiti che Liporace non possedeva.

Le intercettazioni sugli appalti del ministero dei Trasporti

Le intercettazioni hanno rivelato una conversazione tra l’imprenditore Ennio De Vellis e Lorenzo Quinzi, dirigente del ministero guidato da Matteo Salvini. De Vellis, noto come mister “Sono a disposizione”, ha espresso il suo affetto per Quinzi, invitandolo a una cena di primavera. La conversazione potrebbe avere implicazioni nell'inchiesta in corso.

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