Imbianchino scomparso e ritrovato in un pozzo: il killer confessa
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Redazione Interno
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Un imbianchino albanese di 31 anni è stato ucciso a colpi di pistola e il suo corpo è stato gettato in un pozzo di campagna, dove è stato ritrovato nella mattinata di mercoledì 28 ottobre alle Felloniche, frazione collinare di Longiano, nel Cesenate. L'uomo mancava da casa da circa tre settimane. Per l'omicidio è stato fermato un 29enne del posto, Daniele Sartini, che ha reso una confessione completa agli inquirenti.
La scomparsa dell'imbianchino di Gatteo
La vittima, Denaldo Maxhallaku, viveva a Gatteo con la compagna e con una figlia di appena un anno. Il giorno della scomparsa era uscito di casa con una frase detta mille volte sulla porta: «Vado al bar, ci vediamo stasera». È l'ultima cosa che la moglie ha sentito da lui, prima che di Maxhallaku si perdessero le tracce. Avrebbe compiuto 32 anni il 24 ottobre, a pochi giorni dal ritrovamento del corpo.
La confessione, il debito per droga e la pistola del padre
Secondo la ricostruzione resa nota dal procuratore capo di Forlì, Enrico Cieri, all'origine dell'omicidio c'è un debito di 1.000 euro legato alla droga. Il fermato ha raccontato di non avere avuto la somma da restituire alla vittima: ne sarebbe nata una lite, conclusa con gli spari. «Sono stato io a ucciderlo sparandogli», ha detto agli investigatori, precisando che «la pistola era quella di mio padre, regolarmente detenuta».
Il procuratore ha parlato di «una confessione piena che chiarisce ogni aspetto della vicenda». Dopo il delitto, ha spiegato Cieri, l'uomo ha nascosto il cadavere perché non fosse trovato e ha cercato di disperdere ogni elemento che potesse collegarlo alla scomparsa. Il fermo dovrà ora essere vagliato dal gip, il giudice per le indagini preliminari.
Il pozzo vicino alla casa del fermato
Il pozzo si trova lungo via Fondovalle Rubicone, all'interno di un capannone di una ditta agricola. A poca distanza dal capannone sorge l'abitazione su due piani in cui vive Sartini, che abita quindi a pochi passi dal luogo in cui il corpo è rimasto nascosto per tre settimane.
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