Bilanciare Concordato Biennale e Ravvedimento Speciale nel 2025: Scadenze e Opportunità
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Redazione Economia
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Il concordato preventivo biennale, pur abbracciando un arco di due esercizi, può in alcuni casi definiti essere rinegoziato dopo un solo anno. La possibilità di aderire a un nuovo accordo per il ciclo 2025/2026, sostituendo quello già in vigore per il 2024/2025, si basa su una distinzione giuridica cruciale: la differenza tra cessazione e decadenza dall’accordo originario. Solo una causa di cessazione durante il primo anno (il 2024), per motivi che non precludano l'accesso ai regimi ISA, libera il contribuente dal vincolo precedente e permette una nuova adesione. Una decadenza, al contrario, rende le due adesioni incompatibili.
Il fattore chiave del ravvedimento speciale
Un elemento che incide significativamente sulla scelta del contribuente è il differimento al 1° gennaio 2025 per il perfezionamento del ravvedimento speciale. Questa misura, strettamente collegata al concordato, è stata recentemente delineata nel Provvedimento n. 350617/2025 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, emanato il 19 settembre. Il ravvedimento speciale permette di sanare volontariamente le irregolarità relative agli anni ancora accertabili (dal 2019 al 2023). La sua scadenza influenza direttamente la pianificazione fiscale per il futuro biennio, creando un intreccio di scadenze da valutare con attenzione.
Un caso pratico: il contribuente forfettario che supera la soglia
Tra i casi pratici più comuni c'è quello del contribuente forfettario che, durante il 2024, supera la soglia dei 100.000 euro in ricavi o compensi, transitando così verso il regime degli ISA. Questo passaggio, di per sé, non costituisce un ostacolo per presentare la proposta di concordato preventivo biennale per il ciclo 2025-2026. La scadenza del 30 settembre è imminente e riguarda tutti i soggetti in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 10 del Decreto Legislativo 13/2024, purché non ricadano in una delle condizioni di esclusione dell’articolo 11.
La necessità di una valutazione integrata
La coesistenza tra concordato e ravvedimento presenta delle criticità che richiedono un’analisi puntuale. La decisione di aderire al concordato per il prossimo biennio deve tenere conto dello stato di quello eventualmente già in essere, della natura della sua interruzione (cessazione o decadenza) e delle tempistiche del ravvedimento speciale. Emerge un quadro complesso, in cui la valutazione deve essere condotta su piani distinti ma comunicanti, evitando di considerare le opzioni in modo isolato.




