Barbareschi contro Ranucci: la polemica sul passaggio di linea in Rai diventa caso
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Quello che doveva essere un formale cambio della guardia nella serata di Rai3 è diventato il pretesto per uno scontro dai toni aspri, rivelando tensioni che vanno ben al di là di una semplice dimenticanza di protocollo. Al termine della puntata di "Report", condotta come ogni domenica da Sigfrido Ranucci, il giornalista ha salutato i telespettatori con un generico riferimento alla programmazione della rete, cedendo poi il segnale al programma seguente senza nominare, come invece spesso accade, il collega Luca Barbareschi né il Titolo della sua trasmissione "Allegro ma non troppo". Un'omissione che, sebbene possa apparire di poco conto agli occhi del pubblico, è stata percepita dall'attore e conduttore come un affronto calcolato, tale da meritare una replica immediata e in diretta.
La replica stizzita in apertura di puntata
Appena prese le redini del suo spazio, Barbareschi ha infatti imbastito un'apertura di fuoco, trasformando la consueta introduzione in un monito diretto al collega della rete. "Vorrei ringraziare il grande conduttore di Report e ricordargli mi chiamo Luca Barbareschi", ha esordito con sarcasmo, spiegando come al collega "faccia fatica a dirlo" nonostante il gesto "gli costerebbe poco". La questione della mancata citazione, in realtà, è sembrata da subito solo la punta dell'iceberg di un malessere più profondo, che Barbareschi non ha tardato a portare allo scoperto. Il conduttore ha infatti legato la presunta scortesia professionale a una vicenda ben più spinosa, quella che coinvolge il consulente commerciale di "Report", finendo così per gettare benzina su un fuoco che covava da tempo.
Il riferimento alla vicenda Bellavia
"Non dovrebbe fargli fatica", ha proseguito Barbareschi, "perché il suo consulente commerciale è quello che mi sta spiando da due anni". Con questa affermazione, la polemica da studio televisivo ha assunto immediatamente un'altra dimensione, agganciandosi a un caso di cronaca giudiziaria che da settimane occupa le pagine dei giornali. Il riferimento è trasparentemente rivolto a Gian Gaetano Bellavia, figura storica legata al programma d'inchieste, attualmente al centro di un procedimento per presunte attività di dossieraggio illecito, accuse che l'interessato respinge con forza. Barbareschi, quindi, non ha limitato la sua reazione a uno sfogo personale, ma ha utilizzato la visibilità del palinsesto per lanciare un'accusa precisa, trasformando un incidente di percorso in una questione di merito che tocca il delicato rapporto tra informazione e potere.
Le reazioni e il peso delle parole
Dall'altra parte, la risposta di Sigfrido Ranucci non si è fatta attendere, sebbene giunta attraverso canali diversi. Il conduttore di "Report" ha bollato le dichiarazioni di Barbareschi come un "indegno sproloquio", chiudendo così, almeno provvisoriamente, la possibilità di un chiarimento in toni pacati. Lo scontro verbale, oltre a dividere l'opinione del pubblico, solleva interrogativi sulle dinamiche interne alla Rai e sui rapporti, spesso complessi, tra programmi e conduttori dello stesso contenitore. La scelta di Barbareschi di affrontare la questione in video, senza filtri e in prima serata, delinea un clima di competizione che travalica la sana rivalità, specchio forse di tensioni più ampie nell'ambiente.




