Barbareschi contro Ranucci: la polemica per il mancato "passaggio" in Rai

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Luca Barbareschi non ha usato mezzi termini, durante la messa in onda del suo programma ‘Allegro ma non troppo’, per puntare il dito contro il collega Sigfrido Ranucci. Il motivo dello scontro, esploso pubblicamente, risiede in quella che l’attore e conduttore ha definito una grave mancanza di professionalità: Ranucci, al termine della puntata di ‘Report’, avrebbe infatti omesso di citare per nome sia lui sia il programma che sarebbe seguito sul palinsesto di Rai 3. “Vorrei ringraziare il grande conduttore di Report e ricordargli mi chiamo Luca Barbareschi”, ha esordito Barbareschi in apertura della sua trasmissione, sottolineando come al collega “faccia fatica a dirlo”, nonostante quel passaggio di consegne rappresenti una prassi consolidata. Un’azione, quella di Ranucci, descritta senza mezzi termini come un “indegno sproloquio”, che ha trasformato un semplice rito televisivo nel pretesto per una querelle destinata a fare rumore.

Le accuse oltre la trasmissione

La questione del mancato “lancio”, tuttavia, si è rivelata soltanto la punta dell’iceberg di un malessere più profondo. Barbareschi, infatti, ha legato quell’apparente disattenzione a una vicenda personale ben più spinosa, accusando nientemeno che il consulente commerciale di ‘Report’ di averlo “spiato da due anni”. Una dichiarazione grave, rilasciata senza fornire ulteriori dettagli ma con l’evidente intento di tracciare un solco netto tra una semplice dimenticanza e quello che è stato dipinto come un comportamento ostile e premeditato. “Non dovrebbe fargli fatica”, ha argomentato Barbareschi riferendosi a Ranucci, “perché il suo consulente commerciale è quello che mi sta spiando da due anni”. In questo modo, la disputa si è immediatamente spostata dal piano della cortesia professionale a quello, assai più scivoloso, delle reciproche diffidenze e delle possibili ritorsioni.

Il contesto del referendum e le tensioni in azienda

La polemica si inserisce, del resto, in un periodo di tensioni non nuove che coinvolgono il conduttore di ‘Report’. Ranucci, come noto, è recentemente apparso sul palco di una iniziativa pubblica a sostegno del ‘no’ al referendum sulla riforma della giustizia, un fatto che in Rai è stato accolto, stando a quanto si apprende, con un imbarazzo non dissimulato. Pur ribadendo il principio della libertà di espressione personale per i propri dipendenti, nelle alte sfere dell’azienda di viale Mazzini la notizia è stata gestita con estrema cautela, dati i rapporti già tesi con il giornalista. Un contesto, questo, che rende ogni movimento dei protagonisti del palinsesto particolarmente sensibile e osservato, amplificando le conseguenze di ogni attrito, anche apparentemente minore come un passaggio di linea trascurato.

Le reazioni e il caso Bellavia

La diatriba tra i due conduttori ha inevitabilmente riacceso i riflettori su altre controversie passate che hanno visto ‘Report’ al centro dell’attenzione, seppur in chiave differente. Senza scendere nel dettaglio di vicende giudiziarie, è il caso di ricordare come il programma diretto da Ranucci sia stato spesso al centro di inchieste e procedimenti che ne hanno scrutinato metodi e contenuti, alimentando un clima di permanente confronto, e talvolta di scontro, con diverse figure pubbliche. Barbareschi, con le sue dure parole, ha quindi gettato un nuovo sasso in uno stagno già molto mosso, dove le questioni di forma si intrecciano rapidamente a quelle di sostanza e dove ogni accusa, anche la più personale, assume immediatamente un peso e un’eco che vanno ben oltre i confini di uno studio televisivo.

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