Ucraina, strage russa a Zaporizhzhia: 20 morti, tre sono bambini

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Almeno 20 persone sono morte, tra cui tre bambini, in un attacco russo contro edifici residenziali a Zaporizhzhia, nel sud-est dell'Ucraina. Il bombardamento del 10 ottobre ha provocato anche 18 feriti, secondo l'ultimo bilancio comunicato dal Servizio statale per le emergenze ucraino e ripreso da Ukrainska Pravda. Le bombe hanno devastato diversi appartamenti, lasciando persone intrappolate sotto le macerie. I soccorritori hanno lavorato per ore tra le strutture crollate e gli incendi, mentre il numero delle vittime continuava ad aumentare.

Cinque bombe guidate sui quartieri abitati, una donna salvata dopo otto ore

L'attacco è cominciato nelle prime ore del mattino, quando gli aerei russi hanno sganciato cinque bombe guidate contro aree residenziali della città. Secondo la polizia ucraina, due ordigni hanno centrato direttamente palazzi abitati. Uno degli edifici colpiti, alto cinque piani, ha subito il crollo di una parte della struttura, mentre altre abitazioni sono state danneggiate dall'esplosione. Nei quartieri Shevchenkivskyi e Voznesenivskyi sono stati segnalati danni ad almeno 26 immobili residenziali, compresi condomini e case private. I vigili del fuoco hanno dovuto spegnere i roghi prima di raggiungere alcune zone dell'edificio distrutto e procedere alla rimozione dei detriti.

Tra le operazioni di soccorso, una donna è stata estratta viva dopo essere rimasta intrappolata per oltre otto ore. Le immagini diffuse dai servizi di emergenza mostrano il personale impegnato a liberarla e a trasportarla verso un'ambulanza. In tutto sono state salvate tre persone, mentre gli psicologi del servizio di emergenza hanno prestato assistenza a 35 cittadini. Sul luogo del bombardamento sono stati recuperati anche i corpi delle vittime, coperti con teli bianchi e trasportati lontano dalle macerie. Il lavoro delle squadre di ricerca è proseguito anche dopo la diffusione del bilancio aggiornato, con verifiche nelle parti degli edifici ancora difficili da raggiungere.

Drone russo contro un poliambulatorio a Kharkiv

Un altro attacco ha colpito Kharkiv, dove un drone russo ha centrato una struttura sanitaria nel distretto di Slobidskyi. Il sindaco Ihor Terekhov ha riferito di quattro feriti, tra cui un membro del personale di soccorso. L'impatto è avvenuto tra il quarto e il quinto piano dell'edificio, provocando un incendio che ha interessato tre livelli. Il poliambulatorio era in funzione e al suo interno si trovavano anche dei visitatori. Nella stessa giornata un altro velivolo senza pilota, identificato come un Molniya, ha attaccato il distretto di Kholodnohirskyi, sempre nella città nordorientale.

La nuova offensiva aerea ha coinvolto anche altre zone del Paese. Secondo l'aeronautica di Kiev, durante la notte Mosca ha lanciato 160 droni, dei quali 117 sono stati abbattuti o neutralizzati dalle difese ucraine. Sono stati registrati impatti in 14 località. Gli attacchi arrivano dopo una serie di bombardamenti particolarmente sanguinosi: nei giorni precedenti, raid contro Kramatorsk e Pryluky avevano provocato numerose vittime civili. Le operazioni russe hanno colpito anche infrastrutture energetiche, causando interruzioni dell'elettricità e disagi ai trasporti nella capitale.

Trump apre al diesel russo, Zelensky accusa Washington

La strage si inserisce in un momento di forte tensione diplomatica tra Kiev e Washington. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato il 9 ottobre un accordo con Vladimir Putin per consentire nuove forniture di diesel russo sul mercato statunitense e internazionale, allentando le restrizioni che ne ostacolavano la commercializzazione. Il primo quantitativo previsto supera le 300.000 tonnellate, con ulteriori consegne programmate nei mesi successivi. La Casa Bianca ha giustificato la decisione con la necessità di ridurre i prezzi dei carburanti, aumentati anche a causa della crisi legata alla guerra con l'Iran e alle difficoltà dei traffici energetici nello Stretto di Hormuz.

Volodymyr Zelensky ha reagito duramente, accusando gli Stati Uniti di offrire nuove risorse finanziarie al Cremlino mentre l'esercito russo continua a bombardare le città ucraine. Il presidente ha interpretato gli attacchi contro le abitazioni come una risposta di Mosca all'alleggerimento della pressione economica occidentale. A suo giudizio, i ricavi delle esportazioni petrolifere possono essere utilizzati per acquistare componenti militari, potenziare i droni, produrre missili e finanziare il reclutamento di combattenti. La posizione americana ha suscitato critiche anche tra gli alleati europei, che hanno ribadito il sostegno al regime delle sanzioni contro la Russia.

Trump ha inoltre accusato Kiev di contribuire all'aumento dei prezzi del gasolio attraverso gli attacchi alle raffinerie russe. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, ha sostenuto che l'Ucraina dovrebbe eleggere un nuovo presidente, capace a suo giudizio di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra. Le dichiarazioni sono arrivate dopo i colloqui di Miami tra rappresentanti ucraini e americani, ai quali hanno partecipato anche l'inviato Steve Witkoff e Jared Kushner. Secondo il Financial Times, Washington ha avvertito i negoziatori ucraini che la prosecuzione dei raid sulle infrastrutture petrolifere russe potrebbe mettere a rischio la condivisione di informazioni di intelligence. Kiev ha difeso quelle operazioni, considerate uno strumento per indebolire le capacità economiche e militari di Mosca.

Sul versante europeo, il presidente ucraino ha avuto colloqui con Emmanuel Macron per rafforzare le difese aeree del Paese e con il presidente finlandese Alexander Stubb per affrontare le necessità militari più immediate. Tra gli aiuti discussi figurano munizioni destinate agli F-16 impiegati anche nell'intercettazione dei droni Shahed. La diplomazia ucraina ha inoltre contestato le richieste americane di sostituire la leadership di Kiev: il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha difeso il presidente dalle critiche arrivate da Washington.

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