Cagliari, la lunga maratona per lo stadio e la scommessa sui giovani nella presentazione di Accardi e Canzi
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Redazione Sport
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Sa Manifattura ha fatto da cornice, nel pomeriggio di ieri, a una conferenza stampa che per durata (un’ora e mezza) ha segnato l’inizio della nuova era tecnica del Cagliari. Il presidente Tommaso Giulini ha ufficialmente introdotto i due nuovi innesti nell’organigramma: Pietro Accardi, chiamato a ricoprire il ruolo di direttore sportivo, e Max Canzi, designato come direttore del settore giovanile.
Se il primo arriva sull’onda di un’esperienza non positiva alla Sampdoria, il secondo torna in quella che ha definito casa propria, forte del legame mai spezzato con l’isola e con i colori rossoblù. Durante l’incontro, durato oltre novanta minuti, sono emerse le direttrici principali che guideranno il club nella prossima stagione, a cominciare dalla riconfermata volontà di ringiovanire la rosa, un progetto che Giulini insegue ormai da diversi anni e che con questi due profili intende finalmente consolidare.
Le parole di Accardi: «Centrocampo da rinforzare, idee chiare ma tempi lunghi per i nomi»
Pietro Accardi, reduce da un’annata complicata sulla sponda blucerchiata, ha voluto subito chiarire la filosofia che adotterà nella costruzione della squadra. «Una rosa giusta – ha spiegato il dirigente – deve essere integrata al più presto nei ruoli lasciati scoperti dalla partenza dei giocatori in prestito». L’attenzione, lo ha detto senza mezzi termini, è rivolta in particolare al reparto di centrocampo, dove la sessione estiva di mercato dovrà necessariamente portare innesti freschi per garantire le rotazioni a mister Pisacane.
Se da un lato l’obiettivo dichiarato è quello di alzare il livello qualitativo dell’organico, dall’altro Accardi ha invitato alla calma: «È presto per fare nomi, nonostante le idee siano chiarissime». Il neo direttore sportivo ha poi rivelato lo stato dell’arte su alcune situazioni contrattuali spinose, come quella relativa a Belotti, il cui futuro è ancora in bilico, e Dossena, per il quale non si procederà con il riscatto.
A proposito dei rientri dai prestiti, Accardi ha confermato che Luvumbo è al centro di due trattative (una italiana e una estera) mentre per quanto riguarda Prati, il club crede fermamente nel suo valore tecnico, tanto da aggregarlo al ritiro prima di prendere una decisione definitiva sul suo futuro a lungo termine.
L’affondo di Giulini: «Dieci anni di burocrazia vergognosa»
Se i temi di calciomercato hanno occupato gran parte della discussione, l’argomento che ha monopolizzato l’attenzione dei cronisti è stato senza dubbio quello legato al nuovo stadio. Tommaso Giulini, visibilmente carico, ha lanciato un attacco frontale alla macchina burocratica italiana: «In questi dieci anni ne abbiamo passati sei o sette a valutare questioni tecniche – ha tuonato il presidente – e perdere due o tre mesi per le valutazioni finanziarie è l’ultimo dei problemi. È vergognoso dover aspettare un decennio per arrivare a una conferenza di servizi decisoria».
Nonostante la frustrazione per i continui slittamenti, Giulini ha comunque fornito una tempistica aggiornata: l’obiettivo è presentare il progetto in consiglio comunale entro giugno, con la pubblicazione del bando ipotizzata tra luglio e ottobre. «Se dovessimo arrivare a settembre o ottobre – ha precisato – sarebbe comunque un ritardo fisiologico rispetto a certi percorsi, ma non possiamo più permetterci i tempi biblici del passato».
Le dichiarazioni del patron arrivano a pochi giorni dall’ingresso ufficiale dei nuovi soci americani, i quali – come sottolineato dallo stesso Giulini – hanno garantito una prospettiva di crescita quinquennale (se non decennale) che passa inevitabilmente dalle fondamenta del club e non solo dal calciomercato.
Canzi e il ritorno a casa: «Vogliamo creare una prima squadra femminile»
Emozione a palate, invece, per Max Canzi, il nuovo responsabile del settore giovanile che ha accolto l’incarico come un vero e proprio ritorno a casa. «Per me è un’emozione fortissima – ha confessato –, il Cagliari l’ho sempre vissuto da avversario in campo ed è sempre stato un posto ostico per chi veniva a giocare, ma ora indosso un’altra veste». Canzi, che in passato ha già guidato la Primavera rossoblù, ha parlato di una lunga riflessione prima di accettare questo cambio di ruolo, passando dalla panchina a un incarico dirigenziale che lo vedrà responsabile della crescita dei giovani talenti.
La sua visione è chiara: il core business del settore giovanile deve essere la costruzione di calciatori pronti per la prima squadra, un modello che – a suo dire – sta già dando frutti come dimostrano le recenti annate. Ma non solo: Canzi ha gettato le basi per un progetto ambizioso legato al calcio femminile, auspicando la creazione di una prima squadra che rappresenti l’isola anche in rosa. «Il movimento è in ascesa – ha concluso – e la Sardegna ha una tradizione importante: vogliamo implementare il settore, che già bene nel calcio a 5, e dare una linea identitaria a tutte le nostre ragazze».




