La guerra dei droni si allarga: attacco ucraino a Krasnodar e raid russo su Kharkiv

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La notte tra il 23 e il 24 agosto ha portato con sé un'impennata drammatica nel conflitto russo-ucraino, con attacchi con droni che hanno colpito obiettivi civili in entrambi i Paesi, causando vittime tra i minori e la popolazione inerme.

A Krasnodar, nella Russia meridionale, un drone ucraino si è abbattuto su un istituto educativo privato, uccidendo tre adolescenti di 13, 15 e 16 anni, mentre altri sette minori sono rimasti feriti a causa delle schegge e dei detriti sollevati dall'esplosione; il governatore della regione, Veniamin Kondratyev, ha confermato l'accaduto, specificando che tra i feriti vi sono anche bambini di tenera età.

Questo attacco si inserisce in una strategia più ampia di Kiev, che nelle ultime settimane ha intensificato la campagna di droni a lungo raggio contro il territorio russo, prendendo di mira non solo infrastrutture militari ma anche centri logistici e depositi di società di e-commerce come Ozon e Wildberries, considerati cruciali per lo sforzo bellico di Mosca.

L'attacco al centro commerciale di Kharkiv

Se la notte ha portato lutti in Russia, il giorno successivo, il 27 agosto, ha visto una risposta altrettanto cruenta sul suolo ucraino, dove un drone russo a reazione ha colpito l'ipermercato Epicentr nella città di Kharkiv, nel nord-est del Paese. L'attacco, avvenuto intorno a mezzogiorno nel distretto di Osnovianskyi, ha causato la morte di un uomo di circa 40 anni e il ferimento di altre cinque persone, tra cui una donna di 25 anni e un uomo di 36, mentre tre individui hanno riportato reazioni da stress acuto.

L'impatto ha provocato danni strutturali parziali all'edificio e un incendio che si è esteso per oltre 300 metri quadrati, richiedendo l'intervento dei vigili del fuoco per domare le fiamme; le autorità locali, come il capo dell'amministrazione militare regionale di Kharkiv, Oleh Syniehubov, hanno immediatamente definito l'accaduto come un altro atto di terrorismo contro una struttura civile.

I soccorsi sono stati tempestivi, ma la paura di un secondo raid ha costretto all'evacuazione di visitatori e dipendenti, mentre l'Ucraina subiva un'ondata più ampia di attacchi russi con missili e droni che hanno preso di mira porti, impianti industriali e centri di distribuzione in tutto il Paese.

Le parole di Putin e la dottrina del "vaso di Pandora"

Questi episodi di violenza reciproca assumono un contorno politico preoccupante alla luce delle recenti dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin, il quale, il 22 agosto, aveva usato un'espressione particolarmente grave, paragonando gli attacchi ucraini alle infrastrutture economiche russe all'apertura del "vaso di Pandora".

In un'intervista alla televisione di stato, Putin ha dichiarato che Kiev ha deliberatamente colpito l'economia russa e che, di conseguenza, Mosca risponderà colpendo i settori economici più sensibili dell'Ucraina, un avvertimento che sembra essersi concretizzato con i raid su Kharkiv e su altre città.

L'uso della metafora mitologica, per uno statista solitamente misurato nelle parole, ha suscitato un forte allarme tra gli osservatori internazionali, poiché sembra suggerire una volontà di inasprire ulteriormente il conflitto, andando oltre gli obiettivi militari tradizionali per colpire le basi stesse della resilienza economica del nemico.

Un conflitto che si allarga a obiettivi economici

La strategia di Kiev di colpire nel profondo del territorio russo, infatti, non si limita a obiettivi simbolici, ma mira a danneggiare la macchina logistica e produttiva che sostiene l'invasione, come dimostrano gli attacchi ai magazzini di Ozon e Wildberries, avvenuti anche in notti successive e che hanno causato incendi e danni ingenti.

L'Ucraina sostiene che queste aziende forniscano attrezzature e componenti utilizzati dall'esercito russo, giustificando così una campagna che ha portato all'evacuazione di migliaia di dipendenti e alla distruzione di centri logistici in diverse regioni, dalla Tambov a Krasnodar.

Dall'altra parte, la risposta russa sembra seguire la stessa logica, con attacchi sempre più frequenti contro centri commerciali e infrastrutture civili ucraine, in una spirale di violenza che allontana ogni prospettiva di de-escalation e che, come avvertito da Putin, potrebbe avere conseguenze imprevedibili non solo per i due Paesi in guerra, ma anche per la stabilità economica globale, minacciata da possibili interruzioni nelle forniture di grano e energia.

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