Putin cambia strategia in Ucraina: droni kamikaze e attacchi a Kharkiv

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’esercito russo ha modificato la propria tattica di guerra in Ucraina, introducendo un metodo d’attacco più sofisticato e distruttivo, basato sull’impiego massiccio di droni kamikaze a lungo raggio. Come riportato dal Bild, Mosca sta utilizzando gli Shahed-136, ribattezzati Geran-2, che, volando ad alta quota e radunandosi a chilometri di distanza dai bersagli, sferrano incursioni simultanee e difficili da intercettare. Questa strategia, che precede l’intervento dei caccia senza pilota, aumenta la letalità degli assalti, colpendo infrastrutture civili e militari con una precisione devastante.

Nella notte tra sabato e domenica, Kharkiv, seconda città ucraina per dimensioni, è stata teatro di uno di questi raid. Ondate di droni hanno colpito un ospedale militare, un centro commerciale e diversi condomini, causando la morte di due civili – un uomo di 67 anni e una donna di 70 – e il ferimento di altre trenta persone. Il governatore regionale Oleh Syniehubov ha confermato i danni agli edifici residenziali, mentre i soccorsi lavoravano tra le macerie per estrarre i superstiti.

Quello di Kharkiv non è stato un episodio isolato. Già nella giornata precedente, il quartiere di Kievsky era stato bombardato, con tre feriti e danni a magazzini e abitazioni. Gli attacchi, sempre più frequenti, rivelano una precisa volontà di logorare non solo le difese ucraine, ma anche il morale della popolazione, colpendo luoghi simbolo come gli ospedali, dove i militari feriti vengono curati.

L’uso dei droni kamikaze, progettati per esplodere al momento dell’impatto, rappresenta un’evoluzione nella condotta bellica russa, che punta a saturare le difese aeree nemiche prima di lanciare offensive più consistenti. Se da un lato Kiev cerca di potenziare i propri sistemi di contraerea, dall’altro la moltiplicazione dei velivoli senza pilota rende sempre più complessa la difesa delle città, esposte a raid improvvisi e coordinati.

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