Lecce piange Graziano Fiorita, ma la Serie A non aspetta: la partita si gioca domenica
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Redazione Sport
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Il dolore che ha colpito il Lecce è quello che lacera una famiglia, non una semplice squadra di calcio. Graziano Fiorita, storico fisioterapista e osteopata del club giallorosso, è morto nella notte tra mercoledì e giovedì, stroncato da un malore improvviso. Per chi lo conosceva, era molto più di un professionista: tifoso prima che dipendente, uomo capace di legarsi a giocatori, staff e tifosi con una dedizione che andava oltre il lavoro. Chi l’ha incrociato negli oltre vent’anni trascorsi al club – assunto nel 1999 dall’allora presidente Rico Semeraro e dal direttore generale Pantaleo Corvino – sa che il vuoto lasciato è incolmabile.
Proprio Corvino, oggi alla guida della società salentina, si trova a rivivere un incubo già visto. Era il 4 marzo 2018 quando, alla Fiorentina, perse il capitano Davide Astori, morto nel sonno. Allora, come oggi, il calcio si è fermato, ma non abbastanza. La Lega Serie A, dopo aver rinviato Atalanta-Lecce – inizialmente in programma venerdì 26 aprile alle 20:45 – ha deciso di recuperare la partita già domenica 27, stessa ora. Una scelta che ha scatenato l’indignazione non solo tra i tifosi giallorossi, ma anche tra quelli di altre squadre, compresi molti bergamaschi.
“Che senso ha giocare subito?”, è la domanda che rimbalza sui social e nelle strade di Lecce. Il post del consigliere regionale Paolo Pagliaro (Fratelli d’Italia) ha raccolto centinaia di commenti trasversali, con una rara unanimità nel criticare la decisione. C’è chi parla di “mancanza di rispetto”, chi sottolinea l’assurdità di chiedere a giocatori e staff – legati a Fiorita da anni di spogliatoio – di scendere in campo a poche ore dai funerali.




