Lecce, l’addio a Graziano Fiorita: migliaia di tifosi in pellegrinaggio al Via del Mare
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Redazione Sport
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Dall’Ingresso Maratona fino alla Tribuna Centrale, la pista dello stadio di Via del Mare si è trasformata in un fiume ininterrotto di gente, un fiume che, già dalla metà della mattinata, ha reso omaggio a Graziano Fiorita, il fisioterapista del Lecce scomparso a soli 47 anni per un infarto. Era il 24 aprile quando, nell’albergo di Coccaglio, in provincia di Brescia, dove la squadra si trovava in ritiro in vista della partita con l’Atalanta, la sua vita si è spezzata all’improvviso. Quell’incontro, rinviato a domenica scorsa, è passato in secondo piano rispetto al dolore di una città che oggi ha scelto di stringersi attorno a un uomo che, per ventisei anni, ha fatto parte della famiglia giallorossa.
La camera ardente, allestita proprio dietro la panchina dove Fiorita sedeva durante le partite, è diventata il punto di ritrovo per chi ha voluto porgergli l’ultimo saluto. Sul tabellone elettronico dello stadio scorrevano senza sosta immagini che lo ritraevano accanto ai suoi compagni di lavoro, anzi, ai suoi amici. Erano fotografie che raccontavano una vita trascorsa con due colori addosso, il giallo e il rosso, quelli di una passione che lo aveva legato indissolubilmente al Lecce.
La partita contro l’Atalanta, disputata domenica, è stata segnata da un’atmosfera carica di emozione. In campo, oltre alle dinamiche sportive, c’era il peso di un lutto che ha unito tifosi, giocatori e dirigenti. Quella che avrebbe dovuto essere una semplice sfida di campionato si è trasformata in un momento di raccoglimento, in cui il ricordo di Fiorita ha prevalso su tutto.
Intanto, la salma è stata trasferita a Lecce dopo l’autopsia svolta a Brescia, e il corteo funebre si è mosso dallo stadio alle 18.30, diretto verso Copertino, dove oggi pomeriggio si sono tenuti i funerali nella parrocchia Santa Famiglia. Un addio che ha visto ancora una volta una grande partecipazione, segno di quanto Graziano fosse amato non solo per il suo lavoro, ma per la persona che era.




