Influenza 2026-2027, dall’Australia i segnali da non ignorare
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Redazione Salute
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I primi segnali sull’influenza 2026-2027 arrivano dall’Australia e mostrano un andamento che merita attenzione: i casi complessivi risultano nettamente inferiori rispetto allo scorso anno, mentre nelle ultime settimane i contagi hanno ripreso a crescere insieme ai ricoveri. I dati disponibili riguardano il Queensland e coprono il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 16 agosto 2026. Il quadro mette quindi insieme due elementi differenti, con una circolazione complessiva più contenuta rispetto al 2025 ma un’accelerazione recente che interessa anche le forme che richiedono il ricovero. Sono indicazioni osservate quando in Italia mancano ancora settimane all’arrivo della stagione influenzale.
Influenza 2026-2027, cosa mostrano i dati del Queensland
Nell’ultima settimana analizzata, quella che arriva fino a Ferragosto, in Queensland sono stati registrati 1.449 nuovi casi di influenza. Il numero segna un aumento del 33% rispetto ai 1.093 casi rilevati nella settimana precedente e mostra quindi una nuova crescita della circolazione del virus. Guardando invece all’intero periodo dall’inizio dell’anno, i casi registrati sono stati 15.560, un dato inferiore del 73% rispetto allo stesso periodo del 2025. È proprio questa differenza tra il totale annuale e l’andamento delle settimane più recenti a rendere i dati australiani uno dei primi elementi osservati in vista della prossima stagione fredda europea.
Accanto alla ripresa dei contagi emerge inoltre l’aumento delle ospedalizzazioni, mentre il numero complessivo delle infezioni rimane più basso rispetto all’anno precedente. Il primo segnale proveniente dall’Australia è quindi caratterizzato da meno casi totali ma da una crescita recente accompagnata da un maggior numero di ricoveri. L’andamento viene seguito con interesse anche in Europa perché la stagione influenzale australiana precede quella dell’emisfero settentrionale e offre indicazioni sulla circolazione dei virus. Per l’Italia, però, i dati disponibili descrivono ancora una fase precedente all’avvio della stagione vera e propria.
H3N2 e H1N1 tra i virus attesi nella prossima stagione
Tra i virus attesi nella stagione influenzale 2026-2027 figurano H3N2 e H1N1. Quest’ultimo risulta già presente in Italia nel mese di agosto, mentre il vaccino antinfluenzale 2026/2027 è stato aggiornato con tre nuovi ceppi indicati come quelli attesi tra i dominanti. Le informazioni disponibili richiamano anche una limitata immunità verso le nuove varianti, elemento collegato dagli esperti alla possibilità di una stagione particolarmente intensa. Le stime riportate indicano fino a 15 milioni di casi in Italia a partire da novembre e dicembre e tra 10 mila e 20 mila decessi tra le persone fragili.
Le indicazioni sulla possibile intensità della prossima influenza arrivano quindi mentre i dati australiani mostrano una situazione non uniforme. Da una parte, dall’inizio del 2026 il Queensland registra molti meno casi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; dall’altra, nelle settimane più recenti la curva è tornata a salire e sono aumentati anche i ricoveri. I ceppi H3N2 e H1N1 restano al centro dell’attenzione in vista dei mesi freddi, insieme all’aggiornamento della composizione del vaccino. In Italia il riferimento temporale indicato per una diffusione più ampia resta quello di novembre e dicembre.
Vaccino antinfluenzale, l’appello a partire da settembre
In vista dell’influenza 2026-2027, gli esperti hanno rivolto alle Regioni l’invito ad avviare le campagne vaccinali già da settembre, evitando di ripetere i ritardi registrati nello scorso inverno. L’obiettivo indicato è arrivare preparati alla fase in cui la circolazione influenzale aumenterà, soprattutto alla luce dei primi segnali provenienti dall’Australia e della presenza dei ceppi attesi per la prossima stagione. La vaccinazione viene quindi richiamata con largo anticipo rispetto ai mesi di novembre e dicembre, indicati come il periodo dal quale potrebbe partire una diffusione più consistente dei casi sul territorio italiano.
Il confronto con l’Australia resta al momento basato soprattutto sulla combinazione tra calo annuale dei contagi e incremento recente dei casi e delle ospedalizzazioni. Nel Queensland, fino al 16 agosto 2026, il totale di 15.560 infezioni resta molto più basso rispetto al 2025, ma l’aumento settimanale del 33% segnala una nuova fase di crescita. In questo contesto si inserisce l’appello a non ritardare la campagna vaccinale e a considerare con attenzione la circolazione di H3N2 e H1N1. Le informazioni raccolte prima dell’autunno italiano servono così a delineare i primi elementi della stagione influenzale 2026-2027.
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