Caso Bianchedi, l'Anac archivia il fascicolo: nessuna incompatibilità tra Coni e Figc
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Redazione Sport
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Il ruolo di capodelegazione azzurra in Figc non rendeva Diana Bianchedi incompatibile con quello di vicepresidente del Coni. Lo ha stabilito l'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, in un parere comunicato al presidente del Comitato olimpico Luciano Buonfiglio e al numero uno della Federcalcio Giovanni Malagò, chiarendo che nel caso specifico non sono risultate integrate le fattispecie di inconferibilità e incompatibilità previste dal decreto legislativo 39 del 2013.
Il nodo del voto in Giunta
La pronuncia dell'Authority arriva a pochi giorni dalla riunione della Giunta nazionale del Coni, in programma martedì 6 ottobre, chiamata a decidere sul possibile commissariamento della Figc per il caso del mancato tesseramento di Malagò. Il Consiglio dell'Anac ha precisato che spetterà allo stesso Comitato olimpico valutare l'esistenza di un eventuale conflitto di interessi, anche solo potenziale, della vicepresidente in vista del voto, tenendo conto della tipologia dell'incarico ricoperto, dei suoi contenuti e della sua durata.
Nella nota inviata ai destinatari si specifica che in materia di conflitto di interessi l'Autorità non dispone di specifici poteri di intervento o sanzionatori, lasciando quindi alle singole amministrazioni la competenza a prevenire, vigilare e risolvere eventuali situazioni critiche.
Le dimissioni e le polemiche politiche
La questione si era accesa nei giorni scorsi quando Bianchedi, ex schermitrice con due ori olimpici al collo, aveva rassegnato le dimissioni dall'incarico di capodelegazione della Nazionale ricevuto dallo stesso Malagò. La decisione era maturata a seguito delle dichiarazioni del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che aveva messo in discussione la permanenza della vicepresidente vicario del Coni in un ruolo caratterizzato da un rapporto fiduciario con la presidenza, suggerendo che un'eventuale costante divergenza di vedute avrebbe dovuto indurre a una scelta di campo.
Bianchedi aveva motivato il passo indietro con il grande rispetto per il Coni, la sua Giunta e la Figc, spiegando di voler proteggere la maglia azzurra dalle polemiche e rivendicando di aver sempre agito con correttezza e serietà nel rispetto delle norme e delle persone.
Le reazioni nel mondo sportivo
La vicenda ha innescato un duro scambio tra il presidente della Figc e il ministro dello Sport. Malagò ha definito l'uscita di Abodi non convenzionale, sgrammaticata e fuori luogo, esprimendo piena solidarietà alla dirigente dimissionaria e allargando il discorso al tema più ampio dell'autonomia dello sport. Il ministro ha replicato rivendicando il diritto e il dovere di esprimere opinioni differenti nel rispetto dei ruoli, precisando che la questione non è né personale né politica ma attiene al ripristino delle regole.
Sul versante procedurale, l'Anac ha ricostruito come l'assunzione dell'incarico da parte di Bianchedi, avvenuta mentre era ancora in corso l'esame della questione, abbia determinato il passaggio dalla fase consultiva a quella di vigilanza sulla legittimità dell'incarico conferito, esito che ha poi condotto all'archiviazione del fascicolo a seguito delle intervenute dimissioni.
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