Max Felicitas incatenato davanti al Ponti: protesta per l’annullamento dell’incontro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gallarate (Varese) – Edoardo Barbares, noto come Max Felicitas, ha scelto un gesto eclatante per denunciare ciò che definisce una censura ingiustificata. Ieri mattina, davanti ai cancelli dell’IIS Andrea Ponti, si è presentato incatenato e imbavagliato, indossando un giubbotto sul quale campeggiava, ripetuta più volte, la parola “libertà”. Una protesta silenziosa ma carica di significato, nata in risposta alla decisione dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia di annullare un incontro in cui l’attore avrebbe dovuto parlare ai ragazzi di temi come il bullismo, il revenge porn e le malattie sessualmente trasmissibili.

L’evento, inizialmente programmato come un momento di confronto e sensibilizzazione, è stato cancellato senza che fossero fornite motivazioni ufficiali dettagliate. Tuttavia, fonti vicine alla decisione hanno fatto riferimento ai contenuti pubblicati da Felicitas sui social, ritenuti inappropriati per un contesto scolastico. Tra questi, video che contengono allusioni sessuali esplicite, oltre a episodi di derisione verso la disabilità e la figura femminile, elementi che avrebbero spinto le autorità a bloccare l’iniziativa.

Barbares, però, non ha accettato passivamente la decisione. “Mi hanno impedito di parlare di argomenti utili ai giovani”, ha dichiarato in un video diffuso online, sottolineando come la sua protesta fosse rivolta non solo contro la cancellazione dell’incontro, ma anche contro ogni forma di discriminazione e oppressione. La scelta di presentarsi incatenato e imbavagliato simboleggia, secondo lui, la privazione della libertà di espressione e il tentativo di silenziare chi, pur con un passato controverso, cerca di contribuire al dibattito su temi sociali urgenti.

La reazione dell’Ufficio scolastico regionale non si è fatta attendere. In una nota, l’ente ha ribadito che la decisione è stata presa per tutelare gli studenti, evidenziando come i contenuti divulgati dall’attore fossero incompatibili con i valori educativi promossi dalla scuola. “I suoi video denigratori verso donne e disabili non rappresentano un esempio accettabile per i nostri ragazzi”, si legge nella dichiarazione.

La protesta di Felicitas, intanto, ha acceso il dibattito sui limiti della libertà di espressione e sulla possibilità che figure pubbliche, anche con un background discutibile, possano contribuire a iniziative educative. Da una parte, c’è chi sostiene che la scuola debba mantenere standard elevati nella scelta dei relatori, dall’altra, chi ritiene che il gesto dell’attore abbia messo in luce un problema più ampio: la difficoltà di affrontare temi delicati senza pregiudizi.

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