Maxi-stipendi pubblici, il governo corre ai ripari dopo il caso Brunetta
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Redazione Interno
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Mentre l'attenzione pubblica era catalizzata dalla vicenda che ha visto protagonista Renato Brunetta, il quale, dopo aver ottenuto un significativo aumento della propria retribuzione alla guida del Cnel, ha poi dovuto fare marcia indietro, il governo ha avviato una serie di iniziative per impedire che situazioni analoghe possano ripetersi. L'episodio, che ha sollevato un ampio dibattito, ha infatti messo in luce le conseguenze di una sentenza della Corte costituzionale la quale, abolendo il precedente limite di 240.000 euro annui, aveva di fatto creato un vuoto normativo. È in questo contesto, caratterizzato da un acceso confronto politico e da un notevole clamore mediatico, che l'esecutivo sta definendo gli strumenti per introdurre una nuova disciplina.
L'affondo parlamentare di Nisini
A portare la questione all'attenzione generale è stata un'interrogazione in Parlamento, un atto che ha innescato la reazione a catena culminata negli interventi governativi. L'autrice di quell'azione, la parlamentare Tiziana Nisini, ha espresso con forza la propria critica verso la possibilità per gli organi di autodeterminare i propri compensi, definendo la pratica come "da riconsiderare". Il suo intervento, partito dai banchi della Lega, ha puntato il dito contro la norma che ha eliminato il tetto retributivo, un'affermazione che ha rapidamente trovato spazio nel dibattito pubblico fino a raggiungere i vertici di Palazzo Chigi, suscitando, come è noto, il disappunto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Le contromisure immediate: la circolare
La prima risposta dell'esecutivo, che si è concretizzata in tempi molto rapidi, consiste in una circolare che sarà diramata a tutta la Pubblica Amministrazione. Questo strumento, il cui rilascio è previsto nell'arco della settimana, rappresenta un primo tentativo di indirizzo, volto a colmare temporaneamente il vuoto normativo e a fornire indicazioni chiare agli enti, i quali dovranno attenersi a queste linee guida in attesa di un provvedimento più strutturato e definitivo.
Il provvedimento definitivo: il dpcm in arrivo
Oltre all'intervento immediato, il governo sta lavorando a un decreto della presidente del Consiglio, la cui pubblicazione è attesa entro la fine dell'anno. Il provvedimento, che viene preparato dagli uffici di Palazzo Chigi di concerto con il ministro per la Pubblica Amministrazione e quello dell'Economia, avrà il compito di definire parametri precisi e di tracciare l'identikit di coloro i quali potranno accedere alle retribuzioni più elevate. Si stima che il numero dei superdirigenti interessati sarà circoscritto a una forbice compresa tra le dieci e le quindici unità, le quali potranno arrivare a percepire uno stipendio lordo annuo pari a 311.658,53 euro, cifra che costituisce il nuovo tetto massimo stabilito dalla Consulta.




