Governo al lavoro sul nuovo Codice dell'edilizia, in arrivo la regolarizzazione per gli abusi storici

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri, la cui convocazione è prevista per giovedì 4 dicembre, è chiamato a esaminare un provvedimento di ampia portata che punta a riscrivere le regole del settore delle costruzioni, il cui iter è partito dal preconsiglio di mercoledì 3 dicembre. Si tratta del disegno di legge delega per la “razionalizzazione e riordino dei regimi amministrativi edilizi e urbanistici”, annunciato dal ministro delle Infrastrutture e preceduto da una consultazione pubblica, che condurrà all'adozione di un nuovo Codice delle costruzioni destinato a sostituire l'attuale Testo unico edilizia. La riforma, che intende ridefinire i complessi rapporti tra normativa statale e regionale, non si limita a una mera riorganizzazione ma introduce elementi di rottura, a cominciare dalla semplificazione dei titoli abilitativi e da una nuova classificazione delle tipologie di intervento, con l'obiettivo dichiarato di snellire procedure spesso farraginose.

L'anno zero per gli abusi edilizi

Uno degli aspetti più significativi del testo, che ha attirato l'attenzione degli operatori, riguarda la regolarizzazione degli abusi cosiddetti storici, quelli commessi in data antecedente al primo settembre del 1967. Il provvedimento stabilisce infatti una sorta di spartiacque temporale, fissando una data certa oltre la quale, procedendo a ritroso, le difformità potranno essere sanate con procedure più lineari. Questa scelta, che di fatto istituisce un “anno zero” per l'edilizia privata, mira a ridurre il contenzioso e a portare alla luce un patrimonio edilizio rimasto finora in una zona d'ombra normativa, sebbene il percorso per la piena attuazione dipenderà dai decreti legislativi che il governo dovrà adottare in seguito alla delega.

Un corpus unico per sicurezza e semplificazione

Il futuro Codice delle costruzioni non si occuperà soltanto di riordino amministrativo, poiché assorbirà al suo interno anche la normativa in materia di sicurezza, un aspetto che assume particolare rilievo alla luce di episodi di cronaca nera che hanno visto, in passato, il crollo di strutture e la perdita di vite umane a causa di carenze nella realizzazione o nella manutenzione degli edifici. L'accorpamento delle regole sulla sicurezza in un testo unico, auspicabilmente più chiaro e coerente, rappresenta una risposta a quelle tragedie, orientando l'intero sistema verso standard di maggiore tutela e controllo, seppur all'interno di un quadro generale che punta a semplificare gli oneri per cittadini e imprese.

Il contesto e gli altri provvedimenti all'esame

Il ddl delega sull'edilizia è solo uno dei diciassette punti all'ordine del giorno della riunione preparatoria di Palazzo Chigi, a dimostrazione di un'agenda governativa fitta di iniziative in campi diversi. Tra i provvedimenti che accompagneranno la discussione sul Codice figura anche un disegno di legge contenente disposizioni per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo, un tema di stretta attualità che vede l'Italia in prima linea nel dialogo con i partner continentali e con la nuova amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L'abbinamento di questi due temi, apparentemente distanti, sottolinea la varietà delle sfide che l'esecutivo si trova ad affrontare in una fase politica delicata.

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