Decreto Salva Casa, Nuove Regole per la Regolarizzazione degli Abusi Edilizi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio di Stato, con la sentenza del 9 settembre 2024, ha chiarito che la legge Salva Casa (105/2024) si applica anche alle vicende pregresse. Questo significa che le procedure pendenti, come le contestazioni in corso, rientrano nel campo di applicazione della nuova normativa. Il caso esaminato riguardava un mutamento di destinazione da deposito a residenza, sanzionato dal Comune di Napoli nel 2019 con una riduzione in pristino.

Il Decreto Salva Casa introduce un regime semplificato per la regolarizzazione degli abusi edilizi, ampliando il concetto di sanatoria. La conversione in legge 105/2024 del decreto 69/2024 consente una nuova modalità di regolarizzazione, con l'aggiunta di un procedimento semplificato per accertare la conformità delle opere. Questo nuovo approccio prevede la conformità urbanistica ad oggi e la conformità edilizia all'epoca della realizzazione dell'intervento.

Tra le novità più rilevanti del decreto, vi è l'introduzione dell'articolo 36-bis del Testo unico dell’edilizia, che prevede la possibilità di sanatoria per le parziali difformità e le variazioni essenziali rispetto al permesso di costruire. Questo significa che diventa possibile sanare casi che in precedenza non potevano accedere alla regolarizzazione.

Il decreto specifica anche quali interventi possono essere effettuati senza richiedere permessi o sborsare cifre extra. Ad esempio, lavori come la creazione di vetrate, tende e pergole possono essere eseguiti senza incorrere in sanzioni, purché rispettino determinate condizioni.

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